Sura CXIII
Al-Falaq
(L'Alba Nascente) 
Pre-Eg. N°20. Di 5 versetti.
Il nome della sura deriva dal versetto 1.

Riferisce una tradizione che un tale Labid, fu incaricato di gettare sull’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) un terribile incantesimo di morte. Per preservarlo e allontanare da lui questo male, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) gli inviò Gabriele con due sure, una di cinque e l’altra di sei versetti.Le due sure in questione sono quelle con cui si conclude il Sublime Corano, esse hanno grande importanza rituale e i musulmani le recitano molto spesso per preservarsi da ogni male, fisico e spirituale. 

 In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

 

 1. Di’: «Mi rifugio nel Signore dell’alba nascente,

 2. contro il male che ha creato,

 3. e contro il male dell’oscurità che si estende

 4. e contro il male delle soffianti sui nodi*,

*[Il versetto si riferisce ad una forma di magia nera che veniva praticata nell’Arabia preislamica]

  5. e contro il male dell’invidioso quando invidia».

 

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