Sura II

Al-Baqara

(La Giovenca)

Post - Eg. n. 87, di 286 versetti.

Il nome della sura deriva dal vers. 67.

Il vers. 281 è stato rivelato durante il pellegrinaggio dell'addio (10/632)

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso


1. Alif, Lâm, Mîm.

2. Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati,

3. coloro che credono nell'invisibile, assolvono all'orazione e donano di ciò di cui Noi li abbiamo provvisti,

4. coloro che credono in ciò che è stato fatto scendere su di te e in ciò che è stato fatto scendere prima di te e che credono fermamente all'altra vita.

5. Quelli seguono la guida del loro Signore; quelli sono coloro che prospereranno.

6. In verità [per] quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno.

7. Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso.

8. Tra gli uomini vi è chi dice: “Crediamo in Allah e nel Giorno Ultimo!” e invece non sono credenti.

9. Cercano di ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono.

10. Nei loro cuori c'è una malattia e Allah ha aggravato questa malattia. Avranno un castigo doloroso per la loro menzogna.

11. E quando si dice loro: “Non spargete la corruzione sulla terra”, dicono: “Anzi, noi siamo dei conciliatori!”.

12. Non sono forse questi i corruttori? Ma non se ne avvedono.

13. E quando si dice loro: “Credete come hanno creduto gli altri uomini”, rispondono: “Dovremmo credere come hanno creduto gli stolti?”. Non sono forse loro gli stolti? Ma non lo sanno.

14. Quando incontrano i credenti, dicono: “Crediamo”; ma quando sono soli con i loro dèmoni, dicono: “Invero siamo dei vostri; non facciamo che burlarci di loro”.

15. Allah si burla di loro, lascia che sprofondino nella ribellione, accecati.

16. Sono quelli che hanno scambiato la retta Guida con la perdizione. Il loro è un commercio senza utile e non sono ben guidati.

17. Assomigliano a chi accende un fuoco; poi, quando il fuoco ha illuminato i suoi dintorni, Allah sottrae loro la luce e li abbandona nelle tenebre in cui non vedono nulla.

18. Sordi, muti, ciechi, non possono ritornare.

19. [O come] una nuvola di pioggia nel cielo, gonfia di tenebre, di tuoni e di fulmini: mettono le loro dita nelle orecchie temendo la morte a causa dei fulmini. E Allah accerchia i miscredenti.

20. Il lampo quasi li acceca: ogni volta che rischiara, procedono; ma quando rimangono nell'oscurità si fermano. Se Allah avesse voluto, li avrebbe privati dell'udito e della vista. In verità Allah su tutte le cose è potente.

21. O uomini, adorate il vostro Signore Che ha creato voi e quelli che vi hanno preceduto, cosicché possiate essere timorati.

22. [Egli è] Colui Che della terra ha fatto un letto e del cielo un edificio, e che dal cielo fa scendere l'acqua con la quale produce i frutti che sono il vostro cibo. Non attribuite consimili ad Allah ora che sapete.

23. E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo, portate allora una sura simile a questa e chiamate altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri.

24. Se non lo fate - e non lo farete - temete il Fuoco, il cui combustibile sono gli uomini e le pietre, che è stato preparato per i miscredenti.

25. E annuncia a coloro che credono e compiono il bene, che avranno i Giardini in cui scorrono i ruscelli. Ogni volta che sarà loro dato un frutto diranno: “Già ci era stato concesso!”. Ma è qualcosa di simile che verrà loro dato; avranno spose purissime e colà rimarranno in eterno.

26. In verità, Allah non esita a prendere ad esempio un moscerino o qualsiasi altra cosa superiore. Coloro che credono sanno che si tratta della verità che proviene dal loro Signore; i miscredenti invece dicono: “Cosa vuol dire Allah con un simile esempio?”. [Con esso] ne allontana molti, e molti ne guida. Ma non allontana che gli iniqui,

27. coloro che rompono il patto di Allah dopo averlo accettato, spezzano ciò che Allah ha ordinato di unire e spargono la corruzione sulla terra. Quelli sono i perdenti.

28. Come potete essere ingrati nei confronti di Allah, quando eravate morti ed Egli vi ha dato la vita? Poi vi farà morire e vi riporterà alla vita e poi a Lui sarete ricondotti.

29. Egli ha creato per voi tutto quello che c'è sulla terra. Poi si è rivolto al cielo e lo ha ordinato in sette cieli. Egli è l'Onnisciente.

30. E quando il tuo Signore disse agli Angeli: “Porrò un vicario* sulla terra”, essi dissero: “Metterai su di essa qualcuno che vi spargerà la corruzione e vi verserà il sangue, mentre noi Ti glorifichiamo lodandoTi e Ti santifichiamo?”. Egli disse: “In verità, Io conosco quello che voi non conoscete...”.

*[“un vicario”: il termine (in arabo khalîfa) deriva da un verbo che significa rilevare, venire dopo, e pertanto ha assunto il significato di successore, vicario, luogotenente. Nello Stato Islamico fondato dall'inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), vennero così chiamati coloro che via via esercitarono le funzioni politiche e istituzionali di Muhammad *]

31. Ed insegnò ad Adamo i nomi di tutte le cose, quindi le presentò agli Angeli e disse: “Ditemi i loro nomi, se siete veritieri”.

32. Essi dissero: “Gloria a Te. Non conosciamo se non quello che Tu ci hai insegnato: in verità Tu sei il Saggio, il Sapiente”.

33. Disse: “O Adamo, informali sui nomi di tutte [le cose]”. Dopo che li ebbe informati sui nomi, Egli disse: “Non vi avevo forse detto che conosco il segreto dei cieli e della terra e che conosco ciò che manifestate e ciò che nascondete?”.

         34. E quando dicemmo agli Angeli: “Prosternatevi ad Adamo”, tutti si prosternarono, eccetto Iblîs, che rifiutò per orgoglio e fu tra i miscredenti.

 *[Iblîs non è un angelo decaduto, ma un jinn (vedi XVIII, 50). A proposito della prosternazione degli angeli e del  rifiuto di Iblîs (vedi anche VII, 11; XV,31; XVII,61; XVIII, 50; XX,116; XXXVIII,74)]              

35. E dicemmo: “O Adamo, abita il Paradiso, tu e la tua sposa. Saziatevene ovunque a vostro piacere, ma non avvicinatevi a quest'albero, ché in tal caso sareste tra gli empi”*.

*[L'uomo è creatura finita, imperfetta, effimera e caduca. La sua esaltazione sta nella sua condizione di “servo di Allah”:  il limite dell'“albero” è il segno della sua inferiorità, della necessità della sua sottomissione, della sua obbedienza al suo Creatore e Signore]

36. Poi Iblîs li fece inciampare e scacciare dal luogo in cui si trovavano. E Noi dicemmo: “Andatevene via, nemici gli uni degli altri*. Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito”.

*[L'inimicizia di cui parla il versetto si riferisce a quella sempiterna tra gli uomini e i dèmoni e non già tra l'uomo e la donna come si potrebbe equivocare]

37. Adamo ricevette parole dal suo Signore e Allah accolse il suo [pentimento]. In verità Egli è Colui Che accetta il pentimento, il Misericordioso.

38. Dicemmo: “Andatevene via tutti [quanti]! Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti”.

39. E i miscredenti che smentiscono i Nostri segni, sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno per sempre.

40. O figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e rispettate il Mio patto e rispetterò il vostro. Solo Me dovete temere.

41. E credete in ciò che ho fatto scendere a conferma di quello che già era sceso su di voi e non siate i primi a rinnegarlo: non svendete i Miei segni per un prezzo vile. E temete soltanto Me.

42. E non avvolgete la verità di menzogna e non nascondete la verità ora che la conoscete.

43. E assolvete all'orazione, pagate la decima e inchinatevi con coloro che si inchinano.

44. Ordinerete ai popoli la carità e dimenticherete voi stessi, voi che leggete il Libro? Non ragionate dunque?

45. Cercate aiuto nella pazienza e nell'adorazione, in verità essa è gravosa, ma non per gli umili

46. che pensano che invero incontreranno il loro Signore e che invero torneranno a Lui.

47. O Figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e di come vi ho favorito sugli altri popoli del mondo.

48. E temete il Giorno in cui nessun'anima potrà alcunché per un'altra, in cui non sarà accolta nessuna intercessione e nulla potrà essere compensato. Essi non saranno soccorsi.

49. E [ricordate] quando vi abbiamo liberato dalla gente di Faraone che vi infliggeva le torture più atroci!... Sgozzavano i vostri figli e lasciavano in vita le vostre femmine. In ciò vi fu un'immensa prova da [parte del] vostro Signore.

50. E quando abbiamo diviso il mare per voi, quindi vi abbiamo tratti in salvo e abbiamo annegato la gente di Faraone, mentre voi stavate a guardare.

51. E quando stabilimmo con Mosè [un patto in] quaranta notti... e voi vi prendeste il Vitello e agiste da iniqui.

52. Ma Noi vi perdonammo: forse ne sareste stati riconoscenti.

53. E quando abbiamo dato a Mosè il Libro e il Discrimine*: forse sarete ben guidati!

*[“il Discrimine” (al-Furqân): lo strumento per distinguere il vero dal falso. E’ uno dei nomi del Corano)]       

54. E quando Mosè disse al suo popolo: “O popol mio, invero vi siete fatti un grande torto prendendovi il Vitello. Pentitevi al vostro Creatore e datevi la morte*: questa è la cosa migliore, di fronte al vostro Creatore”. Poi Allah accolse il vostro [pentimento]. In verità Egli accoglie sempre [il pentimento], è il Misericordioso

*[“e datevi la morte”: a proposito di quest'ordine riferiamo l'esegesi di Ibn Abbas che disse: “In seguito ad un ordine ricevuto dal suo Signore, Mosè ordinò al suo popolo: Uccidetevi!". Allora quelli che si erano abbandonati all'adorazione del Vitello si misero da parte, si sedettero e gli altri brandirono i coltelli. Scese su di loro una notte profondissima e cominciarono ad uccidersi l'un l'altro finché l'oscurità non si dissipò. Ci furono settantamila vittime. Tutti quelli che furono uccisi e tutti quelli che sopravvissero furono perdonati”]  

55. E quando diceste: “O Mosè, noi non ti crederemo finché non avremo visto Allah in maniera evidente”. E la folgore vi colpì mentre stavate guardando.

56. Poi vi resuscitammo dalla morte: forse sarete riconoscenti.

57. E vi coprimmo con l'ombra di una nuvola, e facemmo scendere su di voi la manna e le quaglie: “Mangiate queste delizie di cui vi abbiamo provvisti!”. Non è a Noi che fecero torto, bensì a loro stessi.

58. E quando dicemmo: “Entrate in questa città e rifocillatevi dove volete a vostro piacimento; ma entrate dalla porta inchinandovi e dicendo "perdono". Noi perdoneremo i vostri peccati ed aumenteremo coloro che avranno operato il bene”.

59. Ma gli empi cambiarono la parola che era stata data loro. E facemmo scendere dal cielo un castigo sugli empi, per castigare la loro perversione.

60. E quando Mosè chiese acqua per il suo popolo, dicemmo: “Colpisci la roccia con il tuo bastone”. E, improvvisamente, sgorgarono dodici fonti, e ogni tribù seppe dove doveva bere! “Mangiate e bevete il sostentamento di Allah e non spargete la corruzione sulla terra.”

61. E quando diceste: “O Mosè, non possiamo più tollerare un unico alimento. Prega per noi il tuo Signore che, dalla terra, faccia crescere per noi legumi, cetrioli, aglio, lenticchie e cipolle!”. Egli disse: “Volete scambiare il meglio con il peggio? Tornate in Egitto, colà troverete certamente quello che chiedete!”. E furono colpiti dall'abiezione e dalla miseria e subirono la collera di Allah, perché dissimulavano i segni di Allah e uccidevano i profeti ingiustamente. Questo perché disobbedivano e trasgredivano.

62. In verità, coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti*.

*[Non c'è nessuna alternativa all'Islàm (vedi III, 85). Ciononostante il versetto stabilisce tolleranza e rispetto per i seguaci di un culto monoteista] questo non è un bel commento, vuole diminuirne la portata del versetto…

63. E quando stringemmo il Patto con voi ed elevammo il Monte: “Tenetevi saldi a quello che vi abbiamo dato e ricordatevi di quello che contiene!”. Forse potrete essere timorati!

64. Ma poi volgeste le spalle, e senza la grazia di Allah e la Sua misericordia per voi, sareste certamente stati tra i perdenti.

65. Avrete saputo di quelli dei vostri che trasgredirono il Sabato ai quali dicemmo: “Siate scimmie reiette”*.

*[“Siate scimmie reiette.” Secondo una tradizione si sarebbe trattato di una popolazione che viveva sul golfo di Aqaba, ai tempi di Davide (pace su di lui). Si lasciarono tentare da una facile pesca nel giorno di sabato a loro interdetto. La trasformazione può essere intesa in senso fisico (in questi termini l'hadith), ma ancora di più in senso morale e testimonierebbe il baratro di abiezione in cui sprofonda l'uomo a causa della sua disobbedienza ad Allah]

66. Ne facemmo un terribile esempio per i loro contemporanei e per le generazioni che sarebbero seguite e un ammonimento ai timorati.

67. E quando Mosè disse al suo popolo: “Allah vi ordina di sacrificare una giovenca!”. Risposero: “Ti prendi gioco di noi?”. “Mi rifugio in Allah dall'essere tra gli ignoranti.”

68. Dissero: “Chiedi per noi al tuo Signore che ci indichi come deve essere”. Rispose: “Allah dice che deve essere una giovenca né vecchia, né vergine, ma di età media. Fate quello che vi si comanda!”.

69. Dissero: “Chiedi per noi al tuo Signore che ci indichi di che colore deve essere”. Rispose: “Allah dice che dev'essere una giovenca gialla, di un colore vivo che rallegri la vista”.

70. Dissero: “Chiedi al tuo Signore che dia maggiori particolari, perché veramente per noi le giovenche si assomigliano tutte. Così, se Allah vuole, saremo ben guidati”.

71. Rispose: “Egli dice che deve essere una giovenca che non sia stata soggiogata al lavoro dei campi o all'irrigazione, sana e senza difetti”. Dissero: “Ecco, ora ce l'hai descritta esattamente”. La sacrificarono, ma mancò poco che non lo facessero!

72. Avevate ucciso un uomo e vi accusavate a vicenda... Ma Allah palesa quello che celate.

73. Allora dicemmo: “Colpite il cadavere con una parte della giovenca”. Così Allah resuscita i morti e vi mostra i Suoi segni affinché possiate comprendere*.

*[Riferisce la tradizione che, colpito il cadavere con una parte della giovenca [la mascella secondo alcuni], il morto si alzò e indicò il suo assassino]

74. Dopo di ciò i vostri cuori si sono induriti ancora una volta, ed essi sono come pietre o ancora più duri. Vi sono, infatti, pietre da cui scaturiscono i ruscelli, che si spaccano perché l'acqua fuoriesca, e altre che franano per il timore di Allah. E Allah non è incurante di quello che fate.

75. Sperate forse che divengano credenti per il vostro piacere, quando c'è un gruppo dei loro che ha ascoltato la Parola di Allah per poi corromperla scientemente, dopo averla compresa?

76. E quando incontrano i credenti, dicono: “Anche noi crediamo”. Ma quando sono tra loro dicono: “Volete dibattere con loro a proposito di quello che Allah vi ha mostrato, perché lo possano utilizzare contro di voi davanti al vostro Signore? Non comprendete?”.

77. Non sanno che Allah conosce quello che celano e quello che palesano?

78. E tra loro ci sono illetterati, che hanno solo una vaga idea delle Scritture, sulle quali fanno vane congetture.

79. Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dicono: “Questo proviene da Allah” e lo barattano a vil prezzo! Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto, e per quello che hanno ottenuto in cambio.  

80. E hanno detto: “Il Fuoco ci lambirà solo per pochi giorni!”. Di' loro: “Avete forse fatto un patto con Allah? In tal caso Allah non manca mai al Suo patto! Dite a proposito di Allah cose di cui non sapete nulla”.

81. Badate, chi opera il male ed è circondato dal suo errore, questi sono i compagni del Fuoco, vi rimarranno in perpetuità.

82. E coloro che hanno creduto e operato nel bene, sono i compagni del Paradiso e vi rimarranno in perpetuità.

83. E quando stringemmo il patto con i Figli di Israele [dicemmo]: “Non adorerete altri che Allah, vi comporterete bene con i genitori, i parenti, gli orfani e i poveri; userete buone parole con la gente, assolverete all'orazione e pagherete la decima!”. Ma dopo di ciò avete voltato le spalle, a parte qualcuno tra voi, e vi siete sottratti.

84. E quando accettammo la vostra alleanza [vi imponemmo]: “Non spargete il sangue tra voi e non scacciatevi l'un l'altro dalle vostre case!”. Accettaste il patto e ne foste testimoni.

85. E ora invece vi uccidete l'un l'altro e scacciate dalle loro case alcuni dei vostri, dandovi man forte nel crimine e nella trasgressione. E se sono prigionieri ne pagate il riscatto, quando anche solo l'espellerli vi era stato vietato. Accettate dunque una parte del Libro e ne rinnegate un'altra parte? Non c'è altro compenso per colui che agisce così se non l'obbrobrio in questa vita e il castigo più terribile nel Giorno della Resurrezione.

Allah non è incurante di quello che fate.

86. Ecco quelli che hanno barattato la vita presente con la vita futura, il loro castigo non sarà alleggerito e non saranno soccorsi.

87. Abbiamo dato il Libro a Mosè, e dopo di lui abbiamo inviato altri messaggeri. E abbiamo dato a Gesù, figlio di Maria, prove evidenti e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito Puro*. Ogniqualvolta un messaggero vi portava qualcosa che vi spiaceva, vi gonfiavate d'orgoglio! Qualcuno di loro lo avete smentito e altri li avete uccisi.

 *[“lo Spirito Puro”: con questo nome viene qui indicato l'angelo Gabriele (pace su di lui)]

88. E dissero: “I nostri cuori sono incirconcisi”*, ma è piuttosto Allah che li ha maledetti a causa della loro miscredenza. Tra loro sono ben pochi, quelli che credono.

*[“cuori sono incirconcisi”: nel senso di “cuori miscredenti”. La circoncisione è intesa come iniziazione all'alleanza con Allah]

89. E quando, da parte di Allah, venne loro un Libro che confermava quello che avevano già - mentre prima invocavano la vittoria sui miscredenti - quando giunse loro quello che già conoscevano, lo rinnegarono. Maledica Allah i miscredenti.

90. A che vil prezzo hanno barattato le loro anime! Negano quello che Allah ha fatto scendere, ribelli all'idea che Allah, con la Sua grazia, faccia scendere la Rivelazione su chi vuole dei Suoi servi. Sono incorsi in collera su collera. I miscredenti avranno un castigo avvilente.

91. E quando si dice loro: “Credete in quello che Allah ha fatto scendere”, rispondono: “Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi”. E rinnegano il resto, anche se è la Verità che conferma quello che già avevano ricevuto. Di' loro: “E se siete credenti, perché in passato avete ucciso i profeti di Allah?”.

92. E certamente Mosè vi ha recato prove evidenti. Poi, in sua assenza, vi prendeste il Vitello e prevaricaste.

93. E [ricordate] quando stringemmo il Patto con voi ed elevammo il Monte. “Tenetevi saldamente a quello che vi abbiamo dato ed ascoltate!”, dissero: “Ascoltiamo ma disobbediamo”. E i loro cuori, per la miscredenza, si abbeverarono al Vitello. Di' loro: “Quanto è spregevole quel che vi ordina la vostra credenza, se davvero credete!”.

94. Di': “Se è vostra la dimora finale presso Allah, escludendo tutte le altre genti, auguratevi la morte se siete veritieri!”.

95. Essi non lo faranno mai, per ciò che le loro mani hanno commesso. Allah conosce bene i prevaricatori.

96. E vedrai che sono gli uomini più attaccati alla vita, persino più degli associatori. Qualcuno di loro vorrebbe vivere mille anni. Ma tutto questo non lo salverebbe dal castigo, vivesse anche quanto desidera. Allah osserva quello che fanno.

97. Di': “Chi è nemico di Gabriele, che con il permesso di Allah lo ha fatto scendere nel tuo cuore, a conferma di quello che era venuto in precedenza, come Guida e Buona novella per i credenti;

98. chi è nemico di Allah e dei Suoi Angeli e dei Suoi messaggeri e di Gabriele e di Michele, ebbene [sappia che] Allah è il nemico dei miscredenti.

99. In verità abbiamo fatto scendere su di te segni evidenti e solo i perversi li rinnegano.

100. Ma come? Ogniqualvolta stringono un patto, una parte di loro lo infrange? In realtà la maggior parte di loro non è credente.

101. E quando giunse loro, da parte di Allah, un messaggero che confermava quello che già avevano ricevuto, alcuni di quelli a cui erano state date le Scritture, si gettarono alle spalle il Libro di Allah, come se non sapessero nulla.

102. Prestarono fede a quel che i dèmoni raccontarono sul regno di Salomone. Non era stato Salomone il miscredente, ma i dèmoni: insegnarono ai popoli la magia e ciò che era stato rivelato ai due angeli Hârût e Mârût a Babele. Essi però non insegnarono nulla senza prima avvertire: “Badate che noi non siam altro che una tentazione: non siate miscredenti”. E la gente imparò da loro come separare l'uomo dalla sua sposa, ma non potevano nuocere a nessuno senza il permesso di Allah. Imparavano dunque ciò che era loro dannoso e di nessun vantaggio. E ben sapevano che chi avesse acquistato quell'arte, non avrebbe avuto parte nell'altra vita. Com'era detestabile quello in cambio del quale barattarono la loro anima. Se l'avessero saputo!

103. Se avessero creduto e vissuto nel timor di Allah, avrebbero avuto da Allah ricompensa migliore. Se solo avessero saputo!

104. O voi che credete, non dite “râ'inâ” ma dite “undhurnâ”* e ascoltate. Gli empi miscredenti avranno un doloroso castigo.  

*[ “Non dite “râ'inâ” ma dite “undhurnâ”: râinâ significa “ascoltaci”, ma nel dialetto parlato dagli ebrei di Medina, la stessa parola poteva assomigliare a un'espressione di dileggio. Essi si rivolgevano al Profeta (pace e benedizioni su di lui) utilizzando questo gioco di parole. I musulmani provenienti da Mecca non se ne rendevano conto e rischiavano, imitandoli, di prestarsi al gioco dei nemici del Profeta. Il Corano invita i credenti ad utilizzare un'espressione più rispettosa e non equivocabile (vedi anche IV, 46)]

105. Quelli della gente del Libro che sono miscredenti e gli associatori, detestano che il vostro Signore faccia scendere su di voi la Sua benevolenza. Ma Allah sceglie chi vuole per la Sua misericordia!

Allah è il Padrone dell'immenso favore.

106. Non abroghiamo un versetto, né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale. Non lo sai che Allah è Onnipotente?

107. Non sai che Allah possiede il Regno dei cieli e della terra e, all'infuori di Lui, non c'è per voi né patrono, né soccorritore?

108. Vorreste interrogare il vostro Messaggero come in passato fu interrogato Mosè? Sappiate che chi scambia la fede con la miscredenza, in verità si allontana dalla retta via.

109. Tra la gente del Libro, ci sono molti che, per invidia, vorrebbero farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto e dopo che, anche a loro, la verità è apparsa chiaramente! Perdonateli e lasciateli da parte, finché Allah non invii il Suo ordine. In verità Allah è Onnipotente.

110. Assolvete l'orazione e pagate la decima. E tutto quanto di bene avrete compiuto, lo ritroverete presso Allah. Allah osserva tutto quello che fate.

111. E dicono: “Non entreranno nel Paradiso altri che i giudei e i nazareni”. Questo è quello che vorrebbero! Di': “Portatene una prova, se siete veritieri”.

112. Invece coloro che sottomettono ad Allah il loro volto e compiono il bene, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.

113. Gli ebrei dicono: “I nazareni si basano sul nulla”; e i nazareni dicono: “I giudei si basano sul nulla”; e gli uni e gli altri recitano il Libro. Anche quelli che non conoscono nulla, parlano alla stessa maniera. Allah, nel Giorno della Resurrezione, giudicherà dei loro dissensi.

114. Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il Suo nome e che, anzi, cerca di distruggerle? Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell'altra.

115. Ad Allah appartengono l'Oriente e l'Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah*. Allah è immenso e sapiente.

*[In base a questo versetto alcuni sostengono che anche l'orazione compiuta con un errore di orientamento (qiblah) è comunque valida. Quello che conta è sempre l'intenzione di assolverla correttamente, per ottenere il compiacimento di Allah. Secondo un altro parere l'orazione è valida solo se ci si accorge dell'errore dopo l'inizio del tempo dell'orazione successiva, mentre se ci accorge dell'errore in tempo utile è necessario ripeterla]

116. Dicono: “Allah si è preso un figlio”. Gloria a Lui! Egli possiede tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Tutti Gli sono sottomessi.

117. Egli è il Creatore dei cieli e della terra; quando vuole una cosa, dice: “Sii” ed essa è.

118. E quelli che non sanno nulla dicono: “Perché Allah non ci parla o perché non ci fa pervenire un segno divino?”. Anche quelli che vennero prima di loro tennero simili discorsi. I loro cuori si assomigliano. Eppure abbiamo esposto con chiarezza i nostri segni a coloro che credono.

119. In verità ti abbiamo inviato come nunzio e ammonitore, e non ti sarà chiesto conto di quelli della Fornace.

120. Né i giudei, né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione. Di': “É la Guida di Allah, la vera Guida”. E se acconsentirai ai loro desideri dopo che hai avuto la conoscenza, non troverai né patrono, né soccorritore contro Allah.

121. Coloro che hanno ricevuto il Libro e lo seguono correttamente, quelli sono i credenti. Coloro che lo rinnegano sono quelli che si perderanno.

122. O Figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e di come vi ho favorito rispetto ad altri popoli del mondo.

123. E temete il Giorno in cui nessun'anima potrà alcunché per un'altra, e non sarà accolta nessuna intercessione e nulla potrà essere compensato. Ed essi non saranno soccorsi.

124. E Abramo!... Quando il suo Signore lo provò con i Suoi ordini ed egli li eseguì, [il Signore] disse: “Farò di te un imâm per gli uomini”. “E i miei discendenti?”. “Il Mio patto, disse [Allah], non riguarda quelli che prevaricano”.

[“un imâm”: il termine di imâm (dalla radice amama, “star davanti”), che nel contesto di questo versetto significa un esempio di perfetto monoteismo, si applica comunemente a chi dirige orazione congregazionale (salâ al-jamâ), nonché, in senso eminente, a colui che, per via delle sue eccellenti qualificazioni, assuma una funzione di guida nei confronti della comunità]

125. E quando facemmo della Casa* un luogo di riunione e un rifugio per gli uomini. Prendete come luogo di culto quello in cui Abramo ristette*! E stabilimmo un patto con Abramo e Ismaele: “Purificate la Mia Casa per coloro che vi gireranno attorno*, vi si ritireranno, si inchineranno e si prosterneranno*”.

*[“Casa”: la Santa Ka’ba della Mecca, il luogo del pellegrinaggio]

*[“in cui Abramo ristette”: (lett. Makâm Ibrâhîm: il posto di Abramo)]

*[ “vi gireranno attorno”: allusione al Tawâf (la circoambulazione) durante il Pellegrinaggio o la ‘Umra (la visita ai Luoghi Santi)]

*[ “si inchineranno e...” nella salât]

126. E quando Abramo disse: “Fanne una contrada sicura e provvedi di frutti la sua gente, quelli di loro che avranno creduto in Allah e nell'Ultimo Giorno”, disse [il Signore]: “E a chi sarà stato miscredente concederò un godimento illusorio e poi, lo destinerò al castigo del Fuoco. Che tristo avvenire!”.

127. E quando Abramo e Ismaele posero le fondamenta della Casa, dissero: “O Signor nostro, accettala da noi! Tu sei Colui Che tutto ascolta e conosce!

128. O Signor nostro, fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunità musulmana. Mostraci i riti e accetta il nostro pentimento. In verità Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso!

129. O Signor nostro, suscita tra loro un Messaggero che reciti i Tuoi versetti e insegni il Libro e la saggezza, e accresca la loro purezza.

Tu sei il Saggio, il Possente”.

130. Chi altri avrà, dunque, in odio la religione di Abramo, se non colui che coltiva la stoltezza nell'animo suo? Noi lo abbiamo scelto in questo mondo, e nell'altra vita sarà tra i devoti.

131. Quando il suo Signore gli disse: “Sottomettiti”, disse: “Mi sottometto al Signore dei mondi”.

132. Fu questo che Abramo inculcò ai suoi figli, e anche Giacobbe: “Figli miei, Allah ha scelto per voi la religione: non morite se non musulmani”.

133. Forse eravate presenti quando la morte si presentò a Giacobbe ed egli disse ai suoi figli: “Chi adorerete dopo di me?”. Risposero: “Adoreremo la tua divinità, la divinità dei tuoi padri Abramo e Ismaele e Isacco, il Dio unico al quale saremo sottomessi”.

134. Questa è gente del passato. Avrà quello che ha meritato e voi avrete quello che meriterete, e non dovrete rispondere della loro condotta.

135. Dicono: “Siate giudei o nazareni, sarete sulla retta via”. Di': “[Seguiamo] piuttosto la religione di Abramo, che era puro credente* e non associatore”.

  *[“era puro credente e non associatore”: i due termini sono assolutamente antitetici: “puro credente (hanîf) significa monoteista (in origine “sincero”), l'associatore invece è un fabbricatore di dèi, colui che associa qualcosa alla Unicità di Allah (gloria a Lui l'Altissimo]

136. Dite: “Crediamo in Allah e in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e sulle Tribù, e in quello che è stato dato a Mosè e a Gesù e in tutto quello che è stato dato ai Profeti da parte del loro Signore, non facciamo differenza alcuna tra di loro e a Lui siamo sottomessi”.

137. Se crederanno nelle stesse cose in cui voi avete creduto, saranno sulla retta via; se invece volgeranno le spalle, saranno nell'eresia. Ma Allah ti basterà contro di loro. Egli è Colui Che tutto ascolta e conosce.

138. Questa è la tintura di Allah*! Chi mai può tingere meglio che Allah? Noi Lo adoriamo.

*[“la tintura di Allah”: il termine arabo sibghah che abbiamo tradotto “tintura”, sta a significare, secondo Ibn Abbas, la religione. Egli disse: “as-sibghah non è altro che la religione di Allah”. Secondo altri commentatori si tratta della fitra, della natura profonda che Allah ha dato al genere umano, la religione naturale: la sottomissione a Lui]

139. Di': “Volete polemizzare con noi a proposito di Allah, Che è il nostro e vostro Signore? A noi le nostre opere e a voi le vostre! Noi ci diamo solo a Lui.

140. Vorreste forse sostenere che Abramo e Ismaele e Isacco e Giacobbe e le Tribù erano giudaizzati o nazareni?”. Di': “Ne sapete forse più di Allah?”. Chi è peggior empio di chi nasconde qualcosa che ha ricevuto da Allah? Ma Allah non è incurante di quello che fate.

141. Questa è gente del passato. Avrà quello che ha meritato e voi avrete quello che meriterete e non dovrete rispondere della loro condotta.

142. E gli stolti diranno: “Chi li ha sviati dall'orientamento*, che avevano prima?”. Di': “Ad Allah appartiene l'Oriente e l'Occidente, Egli guida chi vuole sulla Retta Via”.

*[“l'orientamento”: la qiblah, la direzione verso la quale ci si rivolge durante l'orazione. Nei primi mesi che seguirono l'Egira, i musulmani avevano per “qiblah” Gerusalemme poi, dopo dieci mesi secondo alcuni o dopo sedici, secondo altri, Allah ordinò che si girassero verso la Ka’ba, il tempio al Dio Unico edificato da Abramo e Ismaele nel luogo in cui sarebbe sorta la città di Mecca. Quando avvenne questa modifica nell'orientamento rituale, i nemici dell'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), ne fecero un argomento di derisione e scherno]

143. E così facemmo di voi una comunità equilibrata*, affinché siate testimoni di fronte ai popoli e il Messaggero sia testimone di fronte a voi. Non ti abbiamo prescritto l'orientamento se non al fine di distinguere coloro che seguono il Messaggero da coloro che si sarebbero girati sui tacchi.

Fu una dura prova, eccetto che per coloro che sono guidati da Allah.

Allah non lascerà che la vostra fede si perda.

Allah è dolce e misericordioso con gli uomini.

 *[“equilibrata”: con questa espressione abbiamo tradotto “wasatâ” che in arabo implica i concetti di media, moderata, equilibrata. E’ il concetto romano di “aurea mediocritas” che non c'entra niente con la “mediocrità” come è intesa nell'attuale accezione. Questo concetto di equilibrio è molto importante nell'Islàm. La dottrina islamica e tutto ciò che essa informa, diritto, etica, norme consuetudinarie, è improntata al rifiuto dell'estremismo, della radicalità, del fanatismo. Solo l'equilibrio tra gli elementi che costituiscono l'uomo: lo spirito, l'intelletto e il corpo, potranno dare pienezza e serenità all'individuo, alla famiglia in cui vive, alla comunità di cui fa parte]

144. Ti abbiamo visto volgere il viso, al cielo. Ebbene, ti daremo un orientamento che ti piacerà. Volgiti dunque verso la Sacra Moschea. Ovunque siate, rivolgete il volto nella sua direzione. Certo, coloro a cui è stato dato il Libro, sanno che questa è la verità che viene dal loro Signore. Allah non è incurante di quello che fate.

145. Anche se tu recassi, a coloro che hanno ricevuto la Scrittura, ogni specie di segno, essi non seguiranno il tuo orientamento, né tu seguirai il loro, né seguiranno gli uni l'orientamento degli altri. E se dopo che ti è giunta la scienza, seguissi i loro desideri, saresti certamente uno degli ingiusti.

146. Coloro ai quali abbiamo dato la Scrittura, lo riconoscono come riconoscono i loro figli. Ma una parte di loro nasconde la verità pur conoscendola.

147. La verità appartiene al tuo Signore. Non essere tra i dubbiosi.

148. Ognuno ha una direzione verso la quale volgere il viso. Gareggiate nel bene. Ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti.

In verità Allah è Onnipotente.

149. E da qualunque luogo tu esca, volgi il tuo viso verso la Santa Moschea, ecco la verità data dal tuo Signore e Allah non è disattento a quello che fate.

150. E allora, da qualunque luogo tu esca, volgi il tuo viso verso la Santa Moschea. Ovunque voi siate, rivolgetele il viso, sì che la gente non abbia pretesti contro di voi - eccetto quelli di loro che prevaricano - : non temeteli, ma temete Me, affinché realizzi per voi la Mia Grazia e forse sarete ben guidati.

151. Infatti vi abbiamo inviato un Messaggero della vostra gente, che vi reciti i Nostri versetti, vi purifichi e vi insegni il Libro e la saggezza e vi insegni quello che non sapevate.

152. Ricordatevi dunque di Me e Io Mi ricorderò di voi, siateMi riconoscenti e non rinnegateMi.

153. O voi che credete, rifugiatevi nella pazienza e nell'orazione. Invero Allah è con coloro che perseverano.

154. E non dite che sono morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Allah, ché invece sono vivi e non ve ne accorgete.

155. Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore, fame e diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti. Ebbene, da' la buona novella a coloro che perseverano,

156. coloro che quando li coglie una disgrazia dicono: “Siamo di Allah e a Lui ritorniamo”.

157. Quelli saranno benedetti dal loro Signore e saranno ben guidati.

158. Safâ e Marwa sono veramente segni di Allah* e non ci sarà male alcuno se coloro che fanno il Pellegrinaggio alla Casa o la Visita, correranno tra questi due [colli]. Allah sarà riconoscente a chi si sarà imposto volontariamente un'opera meritoria. Allah è grato, sapiente.

*[“Safâ e Marwa”: Safâ (la Roccia) e Marwa (la Pietra) sono due colline che si trovano all'interno del recinto del Masjid al Harâm di Mecca. Il “correre tra” di cui si parla nel testo è il “Saî”, uno dei riti fondamentali del Hajj, il Pellegrinaggio e della 'Umra, la visita ai Luoghi Santi (vedi Appendice 5). Questo rito commemora e rivive la storia di Agar che Abramo, per volontà di Allah, abbandonò in quel luogo insieme al figlioletto Ismaele. Quando l'otre che Abramo aveva lasciato fu vuoto, Agar presa dall'ansia e dal timore di vedere morire di sete Ismaele, corse tra Safâ e Marwa, nella speranza di poter avvistare qualcuno a cui chiedere aiuto. Al settimo percorso Allah fece sgorgare la fonte di Zamzam che li salvò dalla morte e rese possibile la vita in quell'arida valle dell'Hijâz. Immemori del significato, ma fedeli al rito, gli Arabi avevano continuato a compiere questi sette percorsi. Il versetto scese per fugare i dubbi dei musulmani a proposito di questa pratica rituale]

159. E coloro che dissimulano i segni e le direttive che Noi abbiamo rivelato, dopo che nel Libro chiaramente li esponemmo agli uomini... ebbene, ecco coloro che Allah ha maledetto e che tutti maledicono.

160. Invece coloro che si sono pentiti e si sono emendati... da costoro Io accetto il pentimento. Io sono Colui Che accoglie il pentimento, il Misericordioso.

161. E i miscredenti che muoiono nella miscredenza, saranno maledetti da Allah, dagli angeli e da tutti gli uomini.

162. Rimarranno in questo stato in eterno e il castigo non sarà loro alleviato, né avranno attenuanti.

163. Il vostro Dio è il Dio Unico, non c'è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso.

164. Nella creazione dei cieli e della terra, nell'alternarsi del giorno e della notte, nella nave che solca i mari, carica di ciò che è utile agli uomini, nell'acqua che Allah fa scendere dal cielo, rivivificando la terra morta e disseminandovi animali di ogni tipo, nel mutare dei venti e nelle nuvole costrette a restare tra il cielo e la terra, in tutto ciò vi sono segni per la gente dotata di intelletto.

165. E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande. Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allah, e che Allah è implacabile nel castigo!

166. Quando, alla vista del castigo, i seguiti sconfesseranno i loro seguaci, quando ogni legame sarà spezzato,

167. diranno i seguaci: “Ah, se avessimo la possibilità di tornare indietro! Li abbandoneremmo come ci hanno abbandonati!”. Così Allah li metterà di fronte alle loro azioni affinché si rammarichino. Non usciranno dal Fuoco.

168. O uomini, mangiate ciò che è lecito e puro di quel che è sulla terra, e non seguite le orme di Satana. In verità egli è un vostro nemico dichiarato.

169. Certamente vi ordina il male e la turpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non sapete.

170. E quando si dice loro: “Seguite quello che Allah ha fatto scendere”, essi dicono: “Seguiremo piuttosto quello che seguivano i nostri antenati! E ciò anche se i loro antenati non comprendevano e non erano ben guidati.

171. I miscredenti sono come bestiame di fronte al quale si urla, ma che non ode che un indistinto richiamo. Sordi, muti, ciechi, non comprendono nulla.

172. O voi che credete, mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto e ringraziate Allah, se è Lui che adorate.

173.  In verità, vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di porco e quello su cui sia stato invocato altro nome, che quello di Allah. E chi vi sarà costretto, senza desiderio o intenzione, non farà peccato. Allah è perdonatore, misericordioso.

174. Coloro che nascondono parti del Libro che Allah ha fatto scendere e lo svendono a vil prezzo, si riempiranno il ventre solo di fuoco. Allah non rivolgerà loro la parola nel Giorno della Resurrezione e non li purificherà. Avranno un castigo doloroso.

175. Hanno scambiato la retta via con la perdizione e l'assoluzione con il castigo. Come sopporteranno il Fuoco?

176. Questo perché Allah ha fatto scendere il Libro con la Verità e coloro che dissentono a proposito del Libro si allontanano nello scisma.

177. La carità non consiste nel volgere i volti verso l'Oriente e l'Occidente, ma nel credere in Allah e nell'Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l'orazione e pagare la decima*. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati.

*[La carità è amore di Allah, non formalismo ma fede sincera, generosità, devozione, obbedienza, senso dell'onore, pazienza]

178. O voi che credete, in materia di omicidio vi è stato prescritto il contrappasso*: libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna. E colui che sarà stato perdonato da suo fratello, venga perseguito nella maniera più dolce e paghi un indennizzo: questa è una facilitazione da parte del vostro Signore, e una misericordia*. Ebbene, chi di voi, dopo di ciò, trasgredisce la legge, avrà un doloroso castigo.

*[“il contrappasso”: abbiamo scelto questo termine per tradurre “al-qisâs” piuttosto che quello usuale di “taglione” in accordo con le considerazioni di uno dei massimi traduttori e commentatori contemporanei del Santo Corano, il prof. Yusuf Alì. Il taglione era un istituto giuridico rozzo e feroce, per il quale ad esempio non si distingueva tra omicidio volontario, involontario e preterintenzionale. In base alla legge islamica (sharìa) il “qisâs” si applica solo per l'omicidio volontario]

*[ In questo versetto vengono stabiliti tre princìpi giuridici di grandissima importanza. Mentre nelle culture primitive tutta la famiglia o il clan dell'uccisore subiva la vendetta della gente dell'ucciso, l'Islàm afferma il principio della responsabilità personale. Il secondo riguarda la vendetta, che deve essere proporzionata all'offesa subita. Il terzo quello della remissione mediante indennizzo]

179. Nel contrappasso c'è una possibilità di vita*, per voi che avete intelletto. Forse diventerete timorati [di Allah].

*[Il valore deterrente della legge del contrappasso è evidente. Chi si fosse macchiato di una colpa grave contro la persona, omicidio o lesioni gravi, non avrebbe più potuto sperare nella solidarietà tribale per sfuggire alla vendetta (magari scatenando una faida sanguinosa)]

180. Quando la morte si avvicina a uno di voi, se lascia dei beni, gli è prescritto il testamento in favore dei genitori e dei parenti, secondo il buon uso. Questo è un dovere per i timorati.

181. E chi lo altererà dopo averlo ascoltato, ebbene il peccato grava su coloro che l'hanno alterato. Allah è audiente, sapiente.

182. Ma chi teme un'ingiustizia o un peccato da parte di un testatore, e ristabilisce la concordia, non avrà commesso peccato.

Allah è perdonatore, misericordioso.

183. O voi che credete, vi è prescritto il digiuno* come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati;  

*[“il digiuno” (al-Sawm) si svolge durante il mese di Ramadân (il nono dell'anno). A causa dello sfasamento tra il calendario islamico (anno lunare di 355 giorni) e quello solare (365-366 giorni), ogni anno la data di inizio del Ramadân anticipa di 11-12 giorni rispetto a quella dell'anno precedente]

184. [digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo, c'è un'espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste!

185. É nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio]* digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!

*[“Chi di voi ne testimoni l'inizio”: l'avvistamento della luna del mese di Ramadân, segna l'inizio del periodo di digiuno]  

186. Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all'appello di chi Mi chiama quando Mi invoca. Procurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credano in Me, sì che possano essere ben guidati.

187. Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all'alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate! Così Allah spiega agli uomini i Suoi segni, affinché siano timorati.

188. Non divoratevi l'un l'altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinché vi permettano di appropriarvi di una parte dei beni altrui, iniquamente e consapevolmente.

189. Quando ti interrogano sui noviluni* rispondi: “Servono alle genti per il computo del tempo e per il Pellegrinaggio. Non è una azione pia entrare in casa dalla parte posteriore, la pietà è nel timore di Allah. Entrate pure nelle case passando per le porte e temete Allah, affinché possiate essere tra coloro che prospereranno.

*[“ti interrogano sui noviluni”: in questo fatto non ci sono magici arcani ma solo un fatto astronomico di grande importanza per la scansione del tempo]  

190. Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.

191. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

192. Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

193. Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.

194. Mese sacro per mese sacro e per ogni cosa proibita un contrappasso. Aggredite coloro che vi aggrediscono. Temete Allah e sappiate che Allah è con coloro che Lo temono.

195. Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene.

196. E assolvete, per Allah, al Pellegrinaggio e alla Visita. Se siete impediti a ciò, [inviate] un'offerta di quel che potete e non rasatevi le teste prima che l'offerta sia giunta al luogo del sacrificio. Se però siete malati o avete un morbo alla testa, vi riscatterete con il digiuno, con un'elemosina o con offerta sacrificale. Quando poi sarete al sicuro, colui che si è desacralizzato tra la Visita e il Pellegrinaggio, deve fare un sacrificio a seconda delle sue possibilità.

E chi non ne ha i mezzi digiuni per tre giorni durante il Pellegrinaggio e altri sette una volta tornato a casa sua, quindi in tutto dieci giorni.

Questo per chi non ha famiglia nei pressi della Santa Moschea.

Temete Allah e sappiate che Allah è severo nel castigo.

197. Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti. Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio. Allah conosce il bene che fate. Fate provviste*, ma la provvista migliore è il timor di Allah, e temete Me, voi che siete dotati di intelletto.

*[“fate provviste”: il Corano impone ai pellegrini di prepararsi per il viaggio e il soggiorno, sia spiritualmente che materialmente. Ben diversamente dalle culture più orientali, in cui il pellegrino è a carico della comunità, la dottrina islamica insiste sull'autosufficienza, foriera di dignità personale e di libertà dell'individuo]

198. Non sarà per nulla peccato se cercherete di guadagnarvi la Grazia del vostro Signore. Poi quando lasciate Arafa ricordatevi di Allah presso il Sacro Monumento. E ricordatevi di Lui, di come vi ha mostrato la Via, nonostante foste fra gli sviati.

199. Fate la marcia da dove la fanno tutti gli altri e chiedete perdono ad Allah. Allah è perdonatore misericordioso.

200. E quando avrete terminato i riti, ricordate Allah come ricordate i vostri padri e con maggior venerazione. Ci sono persone che dicono: “Signore dacci le cose buone di questo mondo!”. Questi non avranno parte nell'altra vita.

201. E ci sono persone che dicono: “Signor nostro! Dacci le cose buone di questo mondo e le cose buone dell'altra vita e allontanaci dal Fuoco!”.

202. Questi avranno la parte che si saranno meritati. Allah è rapido al conto.

203. E ricordatevi di Allah nei giorni contati Ma non ci sarà peccato per chi affretta il ritorno dopo due giorni, e neppure per chi si attarda se teme Allah. Temete Allah e sappiate che sarete tutti ricondotti a Lui.

204. Tra gli uomini, c'è qualcuno di cui ti piacerà l'eloquio a proposito della vita mondana; chiama Allah a testimone di quello che ha nel cuore, quando invece è un polemico inveterato;

205. quando ti volge le spalle, percorre la terra spargendovi la corruzione e saccheggiando le colture e il bestiame*. E Allah non ama la corruzione.

*[Oltre ai significati generali, perenni ed universali, questi due ultimi versetti, che prendono di mira coloro che utilizzano la parola per confondere la gente e fare del male, sono stati messi in relazione alla vicenda di un certo al-Aknas ibn Shurayq-th-Thaqîfî, che si recò dal Profeta (pace e benedizioni su di lui), per abbracciare l'Islàm, nelle sue mani. La conversione, però era solo un espediente per fare, indisturbato, i suoi affari a Medina. Quando ripartì dalla città del Profeta, predò le colture dei musulmani che trovò sulla via e uccise il loro bestiame]

206. E quando gli si dice: “Temi Allah”, un orgoglio criminale lo agita. L'Inferno gli basterà, che tristo giaciglio!

207. Ma tra gli uomini, ce n'è qualcuno che ha dato tutto se stesso alla ricerca del compiacimento di Allah. Allah è dolce con i Suoi servi.

208. O voi che credete! Entrate tutti nella Pace. Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico.

209. Ma se cadete ancora [in errore], dopo che avete ricevuto le prove, sappiate allora che Allah è eccelso, saggio.

210. Forse aspettano che Allah venga, avvolto di ombre di nuvole e con gli angeli? Ma tutto è ormai deciso ed è ad Allah che ritorna ogni cosa.

211. Chiedi ai figli di Israele quanti segni evidenti abbiamo inviato loro. Ebbene, chi altera il favore di Allah, dopo che esso gli è giunto, allora veramente Allah è violento nel castigo.

212. Ai miscredenti abbiamo reso piacevole la vita terrena ed essi scherniscono i credenti. Ma coloro che saranno stati timorati saranno superiori a loro nel Giorno della Resurrezione. Allah dà a chi vuole, senza contare.

213. Gli uomini formavano un'unica comunità. Allah poi inviò loro i profeti, in qualità di nunzi e ammonitori; fece scendere su di loro la Scrittura con la verità, affinché si ponesse come criterio tra le genti a proposito di ciò su cui divergevano. E disputarono, ribelli gli uni contro gli altri, proprio coloro che lo avevano. Eppure erano giunte loro le prove! Allah, con la Sua volontà, guidò coloro che cedettero a quella parte di Verità sulla quale gli altri litigavano. Allah guida chi vuole sulla retta Via.

214. Credete forse che entrerete nel Paradiso, senza provare quello che provarono coloro che furono prima di voi? Furono toccati da disgrazie e calamità e furono talmente scossi, che il Messaggero e coloro che erano con lui gridarono: “Quando verrà il soccorso di Allah?”. Non è forse vicino il soccorso di Allah?

215. Ti chiederanno: “Cosa dobbiamo dare in elemosina?”. Di': “I beni che erogate siano destinati ai genitori, ai parenti, agli orfani, ai poveri e ai viandanti diseredati. E Allah conosce tutto il bene che fate”.

216. Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa, che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete.

217. Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Di': “Combattere in questo tempo è un grande peccato, ma più grave è frapporre ostacoli sul sentiero di Allah e distogliere da Lui e dalla Santa Moschea. Ma, di fronte ad Allah, peggio ancora è scacciarne gli abitanti. L'oppressione è peggiore dell'omicidio. Ebbene, essi non smetteranno di combattervi fino a farvi allontanare dalla vostra religione, se lo potessero. E chi di voi rinnegherà la fede e morirà nella miscredenza, ecco chi avrà fallito in questa vita e nell'altra. Ecco i compagni del Fuoco: vi rimarranno in perpetuo”.

218. In verità, coloro che hanno creduto, sono emigrati e hanno combattuto sulla via di Allah, questi sperano nella misericordia di Allah. Allah è perdonatore, misericordioso.

219. Ti chiedono del vino e del gioco d'azzardo*. Di': “In entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio!”. E ti chiedono: “Cosa dobbiamo dare in elemosina?”. Di': “Il sovrappiù”. Così Allah vi espone i Suoi segni, affinché meditiate

*[Ad Allah (gloria a Lui l'Altissimo) piacque che il Corano scendesse sul Suo Inviato (pace e benedizione su di lui), in un arco di tempo lungo ventitrè anni. Si trattava infatti di costruire una comunità di credenti che avesse in sé doti di solidità e di coesione eccezionali. Il dato di partenza era davvero infimo. La maggior parte degli arabi della jahiliya (lett. l'ignoranza, la condizione dell'uomo prima che gli giunga la luce della Parola di Allah) avevano stili di vita ed etiche personali particolarmente discutibili. L'abuso di alcool era diffuso e riguardava anche il notabilato delle città. Nella Sua Lungimiranza e Magnanimità Allah (gloria a Lui l'Altissimo) formulò per gradi la Sua legge a proposito dell'ebbrezza. In questa prima “comunicazione” attira l'attenzione sulla nocività spirituale del vino (e del gioco d'azzardo). Poi in IV, 43 rende incompatibile la condizione dell'ubriachezza con quella necessaria per assolvere all'orazione. Infine con il vers. 90 e 91 della sura V, venne decretato il divieto nella maniera più netta; di conseguenza, i credenti si astennero immediatamente dal consumo di bevande alcoliche]

220. su questa vita e sull'altra. E ti interrogano a proposito degli orfani. Di': “Far loro del bene è l'azione migliore. E se vi occupate dei loro affari, considerate che sono vostri fratelli!”. Allah sa distinguere chi semina il disordine da chi fa il bene. Se Allah avesse voluto, vi avrebbe afflitti. Egli è potente e saggio!

221. Non sposate le [donne] associatrici, finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori, finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. Costoro vi invitano al Fuoco, mentre Allah, per Sua grazia, vi invita al Paradiso e al perdono. E manifesta ai popoli i segni Suoi, affinché essi li ricordino.

222. Ti chiederanno dei (rapporti durante i) mestrui. Di': “Sono un danno*. Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate. Quando poi si saranno purificate, avvicinatele nel modo che Allah vi ha comandato”.

In verità, Allah ama coloro che si pentono e coloro che si purificano.

*[“un danno”: anche “dolore, inconveniente, fonte di male, sporcizia”, il termine “adhâ” significa tutte queste cose]

223. Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi*; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!

*[“ma predisponetevi”: non dimenticatevi che anche l'atto sessuale lecitamente compiuto equivale “a un'elemosina”, come ebbe a dire l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), e pertanto iniziatelo in nome di Allah. L'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) suggerì questa invocazione da pronunciare prima di iniziare l'atto coniugale: “Bismì Llâh. Signore, proteggici da Satana e proteggi da lui i figli che ci concederai”. Ci sono altre possibilità di comprensione di questa espressione: alcuni commentatori vi leggono l'ordine di compiere correttamente i preparativi dell'atto sessuale e si appoggiano su un hadith nel quale il Profeta (pace e benedizioni su di lui) invitò a farsi precedere, nell'atto sessuale, da un messaggero. Quando gli chiesero di che messaggero si trattasse, citò esplicitamente i preliminari affettuosi dell'atto coniugale]  

224. Con i vostri giuramenti, non fate di Allah un ostacolo all'essere caritatevoli, devoti e riconciliatori fra gli uomini.

Allah è Colui Che tutto ascolta e conosce.

225. Allah non vi punirà per la leggerezza nei vostri giuramenti, vi punirà per ciò che i vostri cuori avranno espresso. Allah è perdonatore paziente.

226. Per coloro che giurano di astenersi dalle loro donne, è fissato il termine di quattro mesi. Se recedono, Allah è perdonatore, misericordioso.

227. Ma se poi decidono il divorzio, in verità Allah ascolta e conosce.

228. Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell'Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini hanno maggior responsabilità. Allah è potente, è saggio.

229. Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele con bontà*; e non vi è permesso riprendervi nulla di quello che avevate donato loro, a meno che entrambi non temano di trasgredire i limiti di Allah. Se temete di non poter osservare i limiti di Allah, allora non ci sarà colpa se la donna si riscatta*. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. E coloro che trasgrediscono i termini di Allah, quelli sono i prevaricatori.

*[“trattenetele... o rimandatele...”: Durante il periodo del ritiro legale il marito può riprendere la moglie precedentemente ripudiata senza altre formalità. Questa facoltà gli è data per due volte]

*[“se la donna si riscatta”:  Se la moglie non si sentisse in condizione di continuare la convivenza matrimoniale, può ottenere il divorzio offrendo al marito una compensazione materiale]

230. Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui, finché non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah.

Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono.

231. Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il ritiro, riprendetele secondo le buone consuetudini o rimandatele secondo le buone consuetudini. Ma non trattenetele con la forza, sarebbe una trasgressione e chi lo facesse, mancherebbe contro se stesso. Non burlatevi dei segni di Allah. Ricordate i benefici che Allah vi ha concesso e ciò che ha fatto scendere della Scrittura e della Saggezza, con i quali vi ammonisce. Temete Allah e sappiate che, in verità, Allah conosce tutte le cose.

232. Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il termine, non impedite loro di risposarsi con i loro [ex] mariti, se si accordano secondo le buone consuetudini. Questa è l'ammonizione per coloro di voi che credono in Allah e nell'Ultimo giorno. Ciò è più decente per voi, e più puro. Allah sa e voi non sapete.

233. Per coloro che vogliono completare l'allattamento, le madri allatteranno per due anni completi. Il padre del bambino ha il dovere di nutrirle e vestirle in base alla consuetudine. Nessuno è tenuto a fare oltre i propri mezzi. La madre non deve essere danneggiata a causa del figlio e il padre neppure. Lo stesso obbligo per l'erede. E se, dopo che si siano consultati, entrambi sono d'accordo per svezzarlo, non ci sarà colpa alcuna. E se volete dare i vostri figli a balia, non ci sarà nessun peccato, a condizione che versiate realmente il salario pattuito, secondo la buona consuetudine.

Temete Allah e sappiate che in verità, Egli osserva quello che fate.

234. E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.

235. Non sarete rimproverati se accennerete a una proposta di matrimonio*, o se ne coltiverete segretamente l'intenzione. Allah sa che ben presto vi ricorderete di loro. Ma non proponete loro il libertinaggio: dite solo parole oneste. Ma non risolvetevi al contratto di matrimonio prima che sia trascorso il termine prescritto.

Sappiate che Allah conosce quello che c'è nelle anime vostre e quindi state in guardia. Sappiate che in verità Allah è perdonatore, magnanimo.

*[“se accennerete una proposta…”. Prima che sia trascorso il termine del ritiro legale]

236. Non ci sarà colpa se divorzierete dalle spose che non avete ancora toccato e alle quali non avete stabilito la dote*. Fate loro comunque, il ricco secondo le sue possibilità e il povero secondo le sue possibilità, un dono di cui possano essere liete, secondo la buona consuetudine. Questo è un dovere per chi vuol fare il bene.

237. Se divorzierete da loro prima di averle toccate, ma dopo che abbiate fissato la dote, versate loro la metà di quello che avevate stabilito, a meno che esse non vi rinuncino o vi rinunci colui che ha in mano il contratto di matrimonio. Se rinunciate voi, è comunque più vicino alla pietà. Non dimenticate la generosità tra voi. In verità Allah osserva quello che fate.

*[“la dote”: il termine che traduciamo con “dote” è “farîda”. Si tratta di uno degli otto termini (mahr, sadâq, nihla, hibâ, ajr, uqr, alâq) che precisano l'esatto significato del denaro e dei doni che intervengono in un contratto nuziale. Ognuno di questi termini ha un significato preciso e indica una particolare situazione. Il “mahr” ad esempio viene versato al padre della sposa, mentre il “sadâq” appartiene alla donna stessa; “uqr” è il termine che viene utilizzato in caso di matrimonio con una vergine, “nihla, hibâ e alâq” indicano oltre alla dote anche tutto l'insieme dei doni e delle spese a carico dello sposo. Attribuendo alla donna una personalità giuridica completa, l'Islàm ha stabilito che la sposa potesse godere pienamente del dono versato dal marito. Non esistono limiti a questo dono che può essere anche molto consistente, anche se è considerata azione pia, limitare la pretesa a termini ragionevoli]

238. Siate assidui alle orazioni e all'orazione mediana* e, devotamente, state ritti davanti ad Allah.

*[“l'orazione mediana”: “al-salât al wustâ”: secondo la maggior parte dei commentatori si tratta della preghiera del pomeriggio, la terza delle cinque canoniche, a partire da quella dell'alba. Altri, facendo iniziare la giornata al maghrib (tramonto), ritengono che la terza sia quella del “fajr” (l'alba). Altri ancora optano per la preghiera del mezzogiorno. Un'altra opinione pone la questione sotto un altro punto di vista e considera un altro significato di “wusta” e cioè quello di “migliore”; in quest'ottica ogni salât è “wusta”]

239. Ma se siete in pericolo, [pregate] in piedi o a cavallo. Poi, quando sarete al sicuro, ricordatevi di Allah, ché Egli vi ha insegnato quello che non sapevate.

240. Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, [stabiliscano] un testamento a loro favore, assegnando loro un anno di mantenimento e di residenza*. Se esse vorranno andarsene, non sarete rimproverati per quello che faranno di sé in conformità alle buone consuetudini. Allah è potente e saggio.

*[ Secondo alcuni commentatori il versetto sarebbe stato abrogato dal precedente vers. 234, in quanto prevederebbe un anno di ritiro della vedova e non i quattro mesi e dieci giorni di cui sopra. Altri invece, affermano che viene stabilito il diritto della vedova di rimanere almeno un anno nel domicilio coniugale, una specie di usufrutto temporaneo dell'abitazione. Naturalmente dopo l'idda prevista dal vers. 234, potranno risposarsi e di conseguenza abbandoneranno anzitempo il domicilio vedovile]

241. Le divorziate hanno il diritto al mantenimento, in conformità alle buone consuetudini. Un dovere per i timorati.

242. Così Allah manifesta i Suoi segni, affinché possiate capire.

243. Non hai forse visto coloro che uscirono dalle loro case a migliaia per timore della morte? Poi Allah disse: “Morite!”. E poi rese loro la vita.

Allah è veramente pieno di grazia verso gli uomini, ma la maggior parte di loro non sono riconoscenti.

*[“Non hai forse visto”: secondo l'esegesi, il Corano allude ad una città abitata da ebrei da cui gli abitanti fuggirono per scampare ad una epidemia. Allah (gloria a Lui l'Altissimo) li fece morire e li risuscitò]

244. Combattete sulla via di Allah e sappiate che Allah è audiente, sapiente.

245. Chi fa ad Allah un prestito bello, Egli glielo raddoppia molte volte.

È Allah che stringe [la mano e la] apre. A Lui sarete ricondotti.

246. Non hai visto i notabili dei Figli di Israele quando, dopo Mosè, dissero al loro profeta*: “Suscita tra noi un re, affinché possiamo combattere sul sentiero di Allah”. Disse: “E se non combatterete, quando vi sarà ordinato di farlo?”. Dissero: “Come potremmo non combattere sulla via di Allah, quando ci hanno scacciato dalle nostre case, noi e i nostri figli?”.

Ma quando fu loro ordinato di combattere, tutti voltarono le spalle, tranne un piccolo gruppo. Allah ben conosce gli iniqui.

*[ Il Profeta cui allude il versetto dovrebbe essere Samuele (Tabari II, 596; Ibn Kathir (I, 300)]

247. E disse il loro profeta: “Ecco che Allah vi ha dato per re Saul”. Dissero: “Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!”. Disse: “In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza”.

Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente.

248. E disse il loro profeta: “Il segno della sovranità sarà che verrà con l'Arca*. Conterrà una pace da parte del vostro Signore, nonché quel che resta di ciò che lasciarono la famiglia di Mosè e la famiglia di Aronne. Saranno gli angeli a portarla. Ecco un segno per voi, se siete credenti”.

*[L’Arca detta “dell’alleanza”, nella quale Mosè avrebbe riposto le tavole della Torah e contenente altre reliquie che appartennero alla di lui famiglia ]

249. Mettendosi in marcia con le sue truppe, Saul disse: “Ecco che Allah vi metterà alla prova per mezzo di un fiume: chi ne berrà non sarà dei miei, eccetto chi ne prenderà un sorso con il palmo della mano”.

Tutti bevvero, eccetto un piccolo gruppo. Poi, dopo che lui e coloro che erano credenti ebbero attraversato il fiume, gli altri dissero: “Oggi non abbiamo forza contro Golia e le sue truppe!”. Quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allah dissero: “Quante volte, con il permesso di Allah, un piccolo gruppo ha battuto un grande esercito!”.

Allah è con coloro che perseverano.

250. E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: “Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti”.

251. E li misero in fuga con il permesso di Allah. Davide uccise Golia e Allah gli diede la sovranità e la saggezza e gli insegnò quello che volle.

Se Allah non respingesse alcuni per mezzo di altri, la terra sarebbe certamente corrotta, ma Allah è pieno di grazia per le creature.

252. Questi sono i Segni di Allah che ti recitiamo secondo verità.

Invero tu sei uno degli inviati.

253. Tra i messaggeri, a taluni abbiamo dato eccellenza sugli altri.

A qualcuno Allah ha parlato, e altri li ha elevati a gradi superiori.

A Gesù, figlio di Maria, abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito Puro*. E se Allah avesse voluto, quelli che vennero dopo di loro non si sarebbero uccisi tra loro, dopo aver ricevuto le prove. Ma caddero nel disaccordo: alcuni credettero e altri negarono. Se Allah avesse voluto, non si sarebbero uccisi tra loro, ma Allah fa quello che vuole.

*[“lo Spirito Puro”: con questo nome il Corano si riferisce all'angelo Gabriele (pace su di lui)]

254. O voi che credete, elargite di quello che vi abbiamo concesso, prima che venga il Giorno in cui non ci saranno più commerci, amicizie e intercessioni. I negatori sono coloro che prevaricano.

255. Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto*. Non Lo prendon mai sopore, né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole.

Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso*.

*[“l'Assoluto”: questo termine, in mancanza di migliori, esprime in una parola il concetto di: “Colui Che esiste di per Se Stesso e per il Quale tutto esiste”]

*[Questo è il celeberrimo “ayat-al kursi”, il versetto del Trono, conosciuto a memoria da moltissimi musulmani; contiene una splendida sintesi di alcune delle caratteristiche di Allah (gloria a Lui l'Altissimo)]

256. Non c'è costrizione nella religione*. La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.

*[“Non c'è costrizione nella religione”: nessuno può essere costretto a seguire una religione e d'altra parte nessuno può essere impedito dal praticarla. Questo il significato generale del versetto. Secondo alcuni esegeti il versetto scese per tutelare la libertà religiosa della gente della Scrittura (nazareni ed israeliti). Vedi in proposito anche la sura CIX]

257. Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno.

258. Non hai visto colui che per il fatto che Allah lo aveva fatto re, discuteva* con Abramo a proposito del suo Signore? Quando Abramo disse: “Il mio Signore è Colui Che dà la vita e la morte”, rispose [l'altro]: “Sono io che do la vita e la morte!”. E Abramo: “Allah fa sorgere il sole da Oriente, fallo nascere da Occidente”.

Restò confuso il miscredente: Allah non guida i popoli che prevaricano.

*[“colui che... discuteva”: Nemrod, re di Babilonia]

259. O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: “Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?”. Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: “Quanto [tempo] sei rimasto?”. Rispose: “Rimasi un giorno o una parte di esso”. “No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne.” Davanti all'evidenza disse: “So che Allah è onnipotente”.

260. E quando Abramo disse: “Signore, mostrami come resusciti i morti”, Allah disse: “Ancora non credi?”. “Sì, disse Abramo, ma [fa] che il mio cuore si acquieti.” Disse Allah: “Prendi quattro uccelli e falli a pezzi, poi mettine una parte su ogni monte e chiamali: verranno da te con volo veloce. Sappi che Allah è eccelso e saggio”.

261. Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah, sono come un seme da cui nascono sette spighe e in ogni spiga ci sono cento chicchi. Allah moltiplica il merito di chi vuole Lui.

Allah è immenso, sapiente.

262. Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah, senza far seguire il bene da rimproveri e vessazioni, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.

263. Le buone parole e il perdono sono migliori dell'elemosina seguìta da vessazioni. Allah è Colui Che non ha bisogno di nulla, è indulgente.

264. O voi che credete, non vanificate le vostre elemosine con rimproveri e vessazioni, come quello che dà per mostrarsi alla gente e non crede in Allah e nell'Ultimo Giorno. Egli è come una roccia ricoperta di polvere sulla quale si rovescia un acquazzone e la lascia nuda. Essi non avranno nessun vantaggio dalle loro azioni. Allah non guida il popolo dei miscredenti.

265. Coloro che invece elargiscono i loro averi per la soddisfazione di Allah e per rafforzarsi, saranno come un giardino su di un colle: quando l'acquazzone vi si rovescia raddoppierà i suoi frutti. E se l'acquazzone non lo raggiunge, sarà allora la rugiada. Allah osserva quello che fate.

266. Chi di voi vorrebbe possedere un giardino di palme e vigne, dove scorrono i ruscelli e dove crescono per lui ogni specie di frutti e, colto dalla vecchiaia con i figli ancora piccoli, [vorrebbe vedere] un uragano di fuoco investirlo e bruciarlo?

Così Allah vi dichiara i Suoi segni, affinché meditiate.

267. O voi che credete, elargite le cose migliori che vi siete guadagnati e di ciò che Noi abbiamo fatto spuntare per voi dalla terra. Non scegliete appositamente il peggio, ciò che [voi] accettereste soltanto chiudendo gli occhi.

Sappiate che Allah è Colui Che non ha bisogno di nulla, il Degno di lode.

268. Satana vi minaccia di povertà e vi ordina l'avarizia, mentre Allah vi promette il perdono e la grazia, Allah è immenso, sapiente.

269. Egli dà la saggezza a chi vuole. E chi riceve la saggezza, ha ricevuto un bene enorme. Ma si ricordano di ciò solo coloro che sono dotati di intelletto.

270. Quali che siano i beni che darete in elemosina, o i voti che avete fatto, Allah li conosce. E per gli iniqui non ci saranno soccorritori.

271. Se lasciate vedere le vostre elargizioni, è un bene; ma è ancora meglio per voi, se segretamente date ai bisognosi; [ciò] espierà una parte dei vostri peccati. Allah è ben informato su quello che fate.

272. Non sta a te guidarli, ma è Allah che guida chi vuole. E tutto quello che darete nel bene sarà a vostro vantaggio, se darete solo per tendere al Volto di Allah. E tutto quello che darete nel bene vi sarà restituito e non subirete alcun torto.

273. [Date] ai poveri che sono assediati per la causa di Allah, che non possono andare per il mondo a loro piacere. L'ignorante li crede agiati perché si astengono dalla mendicità. Li riconoscerai per questo segno, che non chiedono alla gente importunandola*.

E tutto ciò che elargirete nel bene, Allah lo conosce.  

*[Il versetto, per il suo significato contingente al momento della Rivelazione, si riferisce ad un gruppo consistente di musulmani che erano fuggiti dalla Mecca, per raggiungere il Profeta a Medina. Li chiamavano ash-shâbu al-s_uffa (la gente del portico), vivevano all'entrata della moschea in condizioni di povertà assoluta]

274. Quelli che di giorno o di notte, in segreto o apertamente, danno dei loro beni, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.

275. Coloro invece che si nutrono di usura* resusciteranno come chi sia stato toccato da Satana. E questo perché dicono: “Il commercio è come la usura!”. Ma Allah ha permesso il commercio e ha proibito l'usura.

Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah. Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco.

Vi rimarranno in perpetuo.

*[“Coloro invece che si nutrono di usura”: netta e assoluta la condanna dell'interesse sul denaro, dell'usura, della speculazione finanziaria sull'oro e sulle valute]

276. Allah vanifica l'usura e fa decuplicare l'elemosina.

Allah non ama nessun ingrato peccatore.

277. In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l'orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.

278. O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell'usura se siete credenti.

279. Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio.

Non fate torto e non subirete torto.

280. Chi è nelle difficoltà, abbia una dilazione fino a che si risollevi. Ma è meglio per voi se rimetterete il debito, se solo lo sapeste!

281. E temete il giorno in cui sarete ricondotti verso Allah. Allora ogni anima avrà quello che si sarà guadagnata. Nessuno subirà un torto.

282. O voi che credete, quando contraete un debito con scadenza precisa, mettetelo per iscritto; che uno scriba, tra di voi, lo metta per iscritto, secondo giustizia. Lo scriba non si rifiuti di scrivere secondo quel che Allah gli ha insegnato; che scriva dunque e sia il contraente a dettare, temendo il suo Signore, Allah, e badi a non diminuire in nulla. Se il debitore è deficiente, o minorato o incapace di dettare lui stesso, detti il suo procuratore, secondo giustizia. Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra coloro di cui accettate la testimonianza, in maniera che, se una sbagliasse, l'altra possa rammentarle. E i testimoni non rifiutino, quando sono chiamati. Non fatevi prendere da pigrizia nello scrivere il debito e il termine suo, sia piccolo o grande. Questo è più giusto verso Allah, più corretto nella testimonianza e atto ad evitarvi ogni dubbio; a meno che non sia una transazione che definite immediatamente tra voi: in tal caso non ci sarà colpa se non lo scriverete. Chiamate testimoni quando trattate tra voi e non venga fatto alcun torto agli scribi e ai testimoni; e se lo farete, sarà il segno dell'empietà che è in voi.

Temete Allah, è Allah che vi insegna. Allah conosce tutte le cose.

283. Se siete in viaggio e non trovate uno scriba, scambiatevi dei pegni. Se qualcuno affida qualcosa ad un altro, restituisca il deposito il depositario e tema Allah, il suo Signore. Non siate reticenti nella testimonianza, ché invero, chi agisce così, ha un cuore peccatore.

Allah conosce tutto quello che fate.

284. Ad Allah appartiene tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.

Che lo manifestiate o lo nascondiate, Allah vi chiederà conto di quello che è negli animi vostri.

E perdonerà chi vuole e castigherà chi vuole. Allah è onnipotente.

285. Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. “Non facciamo differenza alcuna tra i Suoi Messaggeri.”* E dicono: “Abbiamo ascoltato e obbediamo. Perdono, Signore! E’ a Te, che tutto ritorna”.

*[“Non facciamo differenza...”: l'Islàm, riconosce tutta la tradizione Profetica, a partire da Adamo fino a Gesù (pace su di loro), e afferma che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) è l'ultimo inviato di Allah. In questa tradizione distinguiamo quelli che hanno recato una rivelazione (313 tra i quali Abramo, Mosè, Davide, Gesù, Muhammad) e sono chiamati Messaggeri (rusul, sing. rasûl) e quelli che, ispirati da Allah, hanno predicato agli uomini, il culto del Dio unico e li hanno esortati al bene (anbiyâ, sing. nabi). Secondo una tradizione questo versetto fu rivelato durante l'ascensione di Muhammad al cospetto di Allah]

286. Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità. Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. “Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti.”

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