Sura VII
Al-A'râf
Pre-Eg. n°39 a parte i vv. 163-170. Di 206 versetti
Il nome della sura deriva dai versetti 46-48.
Spesso viene tradotta con: “I lembi” o
“Il limbo” perché “al-Arâf” evoca l'idea di un bordo (di vestito) o di
frange. L'esegesi classica (Tabarî VIII, 189-191) afferma trattarsi
della muraglia che divide l'Inferno dal Paradiso. Altri esegeti dicono che sia
il luogo in cui i credenti le cui opere di bene sono pari a quelle negative,
attendono fiduciosi che Allah decida la loro sorte.
In nome di Allah, il Compassionevole, il
Misericordioso.
1. Alif, Lâm, Mîm, Sâd,
2.
è un Libro che è stato fatto scendere su di te, non sia, a causa sua, alcuna oppressione
sul tuo petto, ché con esso tu ammonisca e sia un monito per i credenti.
3.
Seguite quello che vi è stato rivelato dal vostro Signore e non abbiate altri
patroni, che Lui. Quanto poco ve ne
ricordate!
4.
Quante città abbiamo distrutte! Le colpì la Nostra severità di notte o durante il riposo
notturno o pomeridiano.
5.
Quando li colpì la Nostra severità, non poterono implorare, ma solo dire: “Sì,
siamo stati ingiusti!”.
6.
Certamente interrogheremo coloro a cui inviammo e certamente interrogheremo gli
inviati.
7.
Poi riferiremo loro [le loro azioni] con perfetta conoscenza, poiché mai siamo
stati assenti.
8.
In quel Giorno la pesatura sarà conforme al vero e coloro,
le cui bilance saranno pesanti, prospereranno,
9.
mentre coloro le cui bilance saranno leggere, sono coloro che perderanno le anime, poiché hanno prevaricato sui Nostri segni.
10.
In verità vi abbiamo posti sulla terra e vi abbiamo provvisti in essa di
sostentamento. Quanto poco siete riconoscenti!
11.
In verità vi abbiamo creati e plasmati, quindi dicemmo agli angeli:
“Prosternatevi davanti ad Adamo”. Si prosternarono ad eccezione di Iblîs,
che non fu tra i prosternati.
12.
Disse [Allah]: “Cosa mai ti impedisce di prosternarti, nonostante il Mio
ordine?”. Rispose: “Sono migliore di lui, mi hai creato dal fuoco, mentre
creasti lui dalla creta”.
13.
“Vattene! - disse Allah - Qui non puoi essere orgoglioso. Via!
Sarai
tra gli abietti.”
14.
“Concedimi una dilazione - disse - fino al Giorno in cui saranno
risuscitati.”
15.
“Sia - disse Allah - ti è concessa la dilazione.”
16.
Disse: “Dal momento che mi hai sviato, tenderò loro agguati sulla Tua Retta
via,
17.
e li insidierò da davanti e da dietro, da destra e da sinistra, e la maggior
parte di loro non Ti saranno riconoscenti”.
18. “Vattene - disse [Allah] - scacciato e coperto di
abominio. Riempirò l'Inferno di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito.”
19.
[E disse]: “O Adamo, abita il Paradiso insieme con la tua sposa; mangiate a
vostro piacere ma non avvicinatevi a questo albero, ché allora sareste tra gli
ingiusti”.
20.
Satana li tentò per rendere palese [la nudità] che era loro nascosta. Disse:
“Il vostro Signore vi ha proibito questo albero, affinché non diventiate
angeli o esseri immortali”.
21.
E giurò: “In verità sono per voi un consigliere sincero”.
22.
Con l'inganno li fece cadere entrambi. Quando ebbero mangiato [dei frutti]
dell'albero, si accorsero della loro nudità e cercarono di coprirsi con le
foglie del Giardino. Li richiamò il loro Signore: “Non vi avevo vietato
quell'albero, non vi avevo detto che Satana è il vostro dichiarato nemico?”.
23.
Dissero: “O Signor nostro, abbiamo mancato contro noi stessi. Se non ci
perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti”.
24.
“Andatevene via - disse Allah - nemici gli uni degli altri!*
Avrete
sulla terra dimora e godimento prestabilito.
*[“nemici
gli uni degli altri”: Adamo ed Eva contro Satana]
25.
Di essa vivrete - disse Allah - su di essa morrete e da essa sarete tratti.”
26.
O figli di Adamo, facemmo scendere su di voi un abito che nascondesse la vostra
vergogna e per ornarvi, ma l'abito del timor di Allah è il migliore. Questo è
uno dei segni di Allah, affinché se ne ricordino!
27.
O Figli di Adamo, non lasciatevi tentare da Satana, come quando fece uscire dal
Paradiso i vostri genitori, strappando loro i vestiti per palesare la loro
vergogna. Esso e i suoi alleati vi vedono da dove voi non li vedete. A coloro
che non credono abbiamo assegnato i diavoli per alleati.
28.
Quando commettono qualcosa di turpe, dicono: “Così facevano i nostri avi, è
Allah che ce lo ha ordinato”. Di': “Allah non comanda la turpitudine.
Direte, contro Allah, ciò che non conoscete?”.*
29.
Di': “Il mio Signore ha ordinato l'equità, di sollevare la testa in ogni
luogo di preghiera, di invocarLo e di attribuirGli un culto puro. Ritornerete [a
Lui] così come vi ha creati”.
30.
Guida gli uni, mentre altri meritano la perdizione per aver preso i diavoli a
patroni al posto di Allah e credono di essere loro i ben guidati.
31.
O Figli di Adamo, abbigliatevi prima di ogni orazione.
Mangiate e bevete, ma senza eccessi, ché Allah non ama chi eccede.
32.
Di': “Chi ha proibito gli ornamenti che Allah ha prodotto per i Suoi servi e i
cibi eccellenti?”. Di': “Appartengono ai credenti, in questa vita terrena e
soltanto ad essi nel Giorno della Resurrezione”.
Così
spieghiamo i Nostri segni ad un popolo che sa.
33.
Di': “Il mio Signore ha vietato solo le turpitudini palesi o nascoste, il
peccato e la ribellione ingiusta, l'attribuire ad Allah consimili, a proposito dei quali [Egli] non ha concesso autorità alcuna e il dire contro
Allah cose di cui non conoscete nulla”.
34.
Ogni comunità ha un termine stabilito, e quando il suo tempo giunge, non ci sarà
ritardo, né anticipo di un’ora.
35.
O Figli di Adamo, quando vi giungono messaggeri della gente vostra che vi
riferiscono i Miei segni, chi allora sarà timorato e si correggerà non avrà
nulla da temere e non sarà afflitto.
36.
Coloro che invece smentiscono i Nostri segni e se ne allontanano per orgoglio,
sono i compagni del Fuoco dove rimarranno in perpetuo.
37.
Chi è peggior ingiusto di colui che inventa menzogne contro Allah e considera
bugia i Suoi segni? Avranno quanto è prestabilito; poi verranno i Nostri
Angeli, li faranno morire e diranno: “Dove sono quelli che avevate l'abitudine
di invocare al posto di Allah?”. Diranno: “Ci hanno abbandonati” e
testimonieranno contro loro stessi della loro miscredenza.
38.
“Entrate nel Fuoco, dirà Allah, assieme ai dèmoni e agli uomini delle
comunità che vi precedettero.” Ogni comunità che vi entrerà maledirà sua
sorella. Quando poi vi s'incontreranno tutte, l'ultima dirà della prima: “O
nostro Signore! Ecco quelli che ci hanno traviati, da' loro un doppio castigo di
fuoco”. Lui dirà: “Il doppio per tutti quanti, ma voi non sapete”.
39.
E la prima dirà all'ultima: “Non avete nessun merito su di noi!
Gustate
il castigo per quello che avete commesso”.
40.
In verità le porte del cielo non si apriranno mai per coloro che smentiscono i
Nostri segni allontanandosene orgogliosamente: non entreranno in Paradiso sino a
quando un cammello non passi per la cruna di un ago. Così Noi compensiamo i
peccatori.
41.
Avranno nell'Inferno letti e coperte che li avvolgeranno.
Così
compensiamo gli ingiusti!
42.
Quanto a coloro che credono e compiono il bene - ché non obbligheremo nessuno
oltre le sue possibilità - essi saranno i compagni del Giardino e vi rimarranno
in perpetuo.
43.
Cancelleremo il rancore dai loro petti, mentre ai loro piedi scorreranno i
ruscelli e diranno: “La lode [appartiene] ad Allah, Che ci ha guidati a ciò!
Non saremmo stati guidati, se Allah non ci avesse guidato. I messaggeri del
nostro Signore sono venuti con la verità”. Verrà affermato a gran voce:
“Ecco, il Giardino vi è dato in eredità per quello che avete fatto”.
44.
E quelli del Giardino grideranno ai compagni del Fuoco: “Abbiamo verificato
quello che il nostro Signore ci aveva promesso. E voi avete verificato quello
che vi era stato promesso?”. “Sì”, diranno. Poi un nunzio proclamerà in
mezzo a loro: “Maledizione di Allah sugli ingiusti,
45.
che ponevano ostacoli sul sentiero di Allah e cercavano di renderlo tortuoso e
non credevano all'altra vita”.
46.
E tra i due vi sarà un velo e sull'Arâf uomini che riconoscono tutti per i
loro segni caratteristici. E grideranno ai compagni del Giardino: “Pace su di
voi!”, senza potervi entrare pur desiderandolo.
47.
Quando i loro sguardi si rivolgeranno ai compagni del Fuoco, diranno: “O
Signor nostro, non metterci con il popolo degli ingiusti”.
48.
E i compagni dell'Arâf chiameranno gli uomini che riconosceranno per il loro
aspetto, dicendo: “Le ricchezze e l'orgoglio non vi hanno giovato in nulla.
49.
Sono essi coloro che, giuravate, non sarebbero stati raggiunti dalla
misericordia di Allah?”. [Verrà detto loro]: “Entrate nel Giardino! Non
avrete niente da temere e non sarete afflitti”.
50.
E i compagni del Fuoco grideranno ai compagni del Giardino: “Versate acqua su
di noi e parte del cibo che Allah vi ha concesso”.
Risponderanno: “In verità Allah ha proibito l'una e l'altro ai
miscredenti
51.
che consideravano la loro religione gioco e passatempo ed erano ingannati dalla
vita terrena”. Ebbene, oggi Noi li dimenticheremo, come loro hanno dimenticato
l'incontro di questo Giorno e hanno rigettato i Nostri segni.
52.
Facemmo loro giungere un Libro e lo abbiamo spiegato nei particolari, ché fosse guida e
misericordia per coloro che credono.
53.
Aspettano forse l'adempiersi [dell'evento]? Il Giorno in cui si sarà compiuto,
coloro che prima lo smentivano diranno: “I messaggeri del nostro Signore erano
venuti con la verità. Ci sono intercessori che possano intercedere per noi, o
potremo ritornare, per agire diversamente da come abbiamo agito?”.
Si
sono rovinati da loro stessi e quello che inventavano li ha abbandonati.
54.
Allah è il vostro Signore, Colui Che in sei giorni* ha creato i cieli e la
terra e poi si è innalzato sul Trono. Ha coperto il giorno con la notte ed essi
si susseguono instancabilmente. Il sole e la luna e le stelle sono sottomesse ai
Suoi comandi. Non è a Lui che appartengono la creazione e l'ordine? La lode
[appartiene] ad Allah Signore dei mondi!
55.
Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto. Egli, in verità, non ama i
trasgressori.
56.
Non spargete la corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera.
InvocateLo con timore e desiderio. La misericordia di Allah è vicina a quelli
che fanno il bene.
57.
Egli è Colui Che invia i venti, annunciatori e precursori della Sua
misericordia. Quando poi recano una nuvola pesante, la dirigiamo verso una terra
morta e ne facciamo discendere l'acqua, con la quale suscitiamo ogni tipo di frutti. Così resusciteremo i morti. Forse
rifletterete [in proposito].
58.
Nelle buone terre crescono piante in quantità, per volontà del loro Signore, in quelle cattive non spuntano che a stento. Così
spieghiamo i nostri segni per il popolo che si dimostra riconoscente.
59.
In verità mandammo Noè al suo popolo. Disse: “O popol mio, adorate Allah!
Per voi non c'è altro dio che Lui. Temo, per voi, il castigo di un Giorno
terribile”.
60.
I notabili del suo popolo dissero: “Ti vediamo manifestamente sviato”.
61.
Disse: “O popol mio, non c'è errore in me, non sono che un messaggero del
Signore dei mondi!
62.
Vi riferisco i messaggi del mio Signore, vi dò sinceri consigli e ho ricevuto da Allah la conoscenza di ciò che ignorate.
63.
Vi stupite, forse, che vi giunga un richiamo da parte del vostro Signore tramite uno dei vostri
uomini, che vi avverta e vi esorti al timor [di Allah], affinché possiate
godere della [Sua] misericordia?”.
64.
Lo tacciarono di menzogna. Salvammo lui e coloro che stavano con lui nell'Arca e
annegammo coloro che smentivano i segni Nostri.
In
verità era un popolo cieco.
65.
E agli ‘Âd [inviammo] il loro fratello Hûd: “O popol mio, disse, adorate
Allah. Per voi non c'è altro dio che Lui. Non Lo temerete?”.*
*[Il
popolo degli ‘Âd abitava quella vasta zona del tutto desertica che si trova
tra l'Hadramaut e l'Oman, che il Corano chiama “al-Ahqâf”, le dune
(titolo della sura XLVI), e che è oggi nota con il nome arabo di “al-rub al
khâlî” (il quarto vuoto) o anche il “deserto dei deserti”. Fisicamente
possenti, longevi, ricchi e potenti, gli ‘Âd rifiutarono la predicazione di Hûd
(pace su di lui), il profeta che Allah suscitò tra di loro. Furono distrutti da
un cataclisma che Allah (gloria a Lui l'Altissimo) inviò contro di loro per
castigarli della loro empietà. Il Corano li cita ventiquattro volte, e nella
maggior parte dei casi associa alla loro storia quella dei Thamûd e del loro
profeta Sâlih (pace su di lui)]
66.
I notabili del suo popolo - che erano miscredenti - dissero: “Ci pare che tu
sia in preda alla stoltezza e crediamo che tu sia un bugiardo”.
67.
Disse: “Non c'è stoltezza in me, sono messaggero del Signore dei mondi.
68.
Vi riferisco i messaggi del vostro Signore e sono per voi un consigliere
affidabile.
69.
Vi stupite che vi giunga un richiamo da parte del vostro Signore per il tramite
di uno dei vostri uomini, che vi ammonisce?
Ricordatevi di quando vi designò successori del popolo di Noè e accrebbe la
vostra prestanza nel mondo. Ricordate i benefici di Allah, affinché possiate
prosperare”.
70.
Dissero: “Sei venuto per far sì che adoriamo Allah, l'Unico, abbandonando
quello che adoravano i nostri avi? Se sei sincero, mostraci quello di cui ci
minacci”.
71.
Disse: “Ecco che il vostro Signore ha fatto cadere su di voi supplizio e
collera! Volete polemizzare con me sui nomi che voi e i vostri avi avete
inventato senza che Allah vi abbia concesso a riguardo alcuna autorità?
Aspettate e anch'io rimarrò in attesa insieme a voi”.
72.
Abbiamo salvato
lui e coloro che erano con lui, per Nostra misericordia,
e cancellato anche le tracce,di coloro che smentivano i Nostri segni e non credevano.
73.
E ai Thamûd [inviammo] il loro fratello Sâlih. [Disse]: “O
popol mio, adorate Allah. Per voi non c'è altro dio all'infuori di Lui. Ecco
che vi è giunta una prova da parte del vostro Signore: ecco la cammella di
Allah, un segno per voi. Lasciatela pascolare sulla terra di Allah e non le fate
alcun male: scontereste un doloroso castigo.
74.
E ricordatevi di quando, dopo gli ‘Âd, vi costituì loro successori e vi
stabilì sulla terra: costruiste castelli nelle pianure e scavaste case nelle
montagne. Ricordatevi dei benefici di Allah e non contaminate la terra
[comportandovi da] corruttori”.
75.
I notabili del suo popolo, che erano tronfi di orgoglio, dissero agli oppressi, fra quelli di loro che avevano creduto: “Siete sicuri che Sâlih
sia un inviato del suo Signore?”. Ed essi risposero:
“Sì,
crediamo nel messaggio inviato suo tramite”.
76.
Gli orgogliosi dissero: “Certamente neghiamo ciò in cui credete!”.
77.
Quindi tagliarono i garretti alla cammella, disobbedirono agli ordini del loro
Signore e dissero: “O Sâlih, se sei uno degli inviati, fai
cadere su di noi ciò di cui ci minacci”.
78.
Li colse il cataclisma e al mattino giacquero bocconi nelle loro dimore.
79.
Allora [Sâlih] si allontanò da loro e disse: “O popol mio, vi
avevo trasmesso il messaggio del mio Signore, e vi avevo dato consigli sinceri,
ma voi non amate i consiglieri sinceri”.
80.
E quando Lot disse al suo popolo: “Vorreste commettere un'infamità che mai
nessuna creatura ha mai commesso?
81.
Vi accostate con desiderio agli uomini piuttosto che alle donne. Sì, siete un
popolo di trasgressori”.
82.
E in tutta risposta il suo popolo disse: “Cacciateli dalla vostra città! Sono
persone che vogliono esser pure!”.
83.
E Noi salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie, che fu tra quelli che
rimasero indietro.
84.
Facemmo piovere su di loro una pioggia...*
Guarda
cosa è avvenuto ai perversi.
*[“una
pioggia”: di pietre (vedi anche XI, 82)]
*[“Shuayb”
secondo la tradizione (Tabarî VIII, 237) si tratta di un discendente di
Abramo]
86.
Non appostatevi su ogni strada, distogliendo dal sentiero di Allah coloro che
credono in Lui, e cercando di renderlo tortuoso.
Ricordatevi
di quando eravate pochi ed Egli vi ha moltiplicati.
Guardate
cosa è accaduto ai corruttori.
87.
Se una parte di voi crede nel messaggio con il quale sono stato inviato ed
un'altra parte non crede, siate pazienti e sopportate fino a che Allah giudichi
tra di noi! Egli è il migliore dei giudici”.
88.
I notabili del suo popolo, che erano tronfi di orgoglio, dissero: “O Shuayb,
certamente ti cacceremo dalla nostra città, tu e quelli che hanno creduto in
te, a meno che non ritorniate alla nostra religione!”. Rispose: “Anche se la
aborriamo?
89.
Inventeremmo menzogne contro Allah se ritornassimo alla vostra religione dopo
che Allah ce ne ha salvati. Non potremo farvi ritorno - a meno che lo voglia
Allah nostro Signore. Il nostro Signore possiede la scienza di ogni cosa. In
Allah riponiamo la nostra fiducia. O Signor nostro, giudica secondo verità, tra
noi e il nostro popolo; Tu sei il Migliore dei giudici”.
90.
I notabili del suo popolo, che erano miscredenti, dissero:
“Se
seguite Shuayb sarete sicuramente rovinati!”.
91.
Li colse il cataclisma e al mattino giacquero prostrati nelle loro dimore.
92.
Per coloro che avevano tacciato Shuayb di menzogna, fu come se non avessero mai
abitato in quei luoghi.
Coloro
che tacciavano Shuayb di menzogna, sono andati in rovina.
93.
Si allontanò da loro e disse: “O popol mio, vi avevo trasmesso i messaggi del
mio Signore e vi avevo dato consigli sinceri. Come potrei ora essere afflitto
per un popolo di miscredenti?”.
94.
Non inviammo mai un profeta in una città, senza colpire i suoi abitanti con disgrazie e carestie, affinché fossero umili.
95.
Poi sostituimmo il male con il bene finché, aumentando in numero e ricchezze,
dissero: “Agi e disagi toccarono anche ai nostri avi”.
Allora
li afferrammo all'improvviso, senza che se ne accorgessero.
96.
Se gli abitanti di queste città avessero creduto e avessero avuto timor di
Allah, avremmo diffuso su di loro le benedizioni dal cielo e dalla terra. Invece
tacciarono di menzogna e li colpimmo per ciò che avevano fatto.
97.
Forse, che la gente delle città è al riparo dal Nostro castigo severo che li colpisce la notte, durante il sonno?
98.
Forse, che la gente delle città è al riparo dal Nostro castigo severo che li colpisce in pieno giorno, mentre si divertono?
99.
Si ritengono al riparo dallo stratagemma di Allah? Di fronte allo stratagemma di
Allah, si sentono al sicuro solo coloro che già si sono perduti.
100.
Non è forse palese a coloro che ricevono l'eredità della terra che, se Noi volessimo, li
colpiremmo per i loro peccati e sigilleremmo i loro cuori, sicché non udrebbero
più nulla?
101.
Ecco le città di cui con verità, ti raccontiamo la storia.
Giunsero
loro messaggeri con prove evidenti, ma essi non potevano credere in quello che prima avevano tacciato di menzogna.
Così
Allah sigilla i cuori dei miscredenti.
102.
E non trovammo, nella maggior parte di loro, rispetto alcuno per il Patto e, anzi, trovammo perversa la maggior parte di
loro.
103. Poi, dopo di loro, inviammo Mosè con i Nostri segni, a Faraone e ai suoi notabili, ma essi trasgredirono.
Guarda
dunque ciò che è accaduto ai perversi.
104.
Disse Mosè: “O Faraone, in verità io sono un messaggero inviato dal Signore
dei mondi.
105.
Non dirò, su Allah, altro che la verità. Son giunto con una prova da parte del
vostro Signore. Lascia che i figli di Israele vengano via con me”.
106.
“Se hai recato una prova con te, disse [Faraone], allora mostrala, se sei uno
che dice la verità.”
107.
Gettò il bastone, ed ecco che si trasformò in un serpente [ben] evidente.
108.
Stese la mano, ed ecco che apparve bianca agli astanti.
109.
I notabili del popolo di Faraone dissero: “Si tratta certamente di un mago
sapiente
110.
che vuole scacciarvi dalla vostra terra”.
“Cosa
dunque ordinate in proposito?”
111.
Dissero: “Fai attendere lui e suo fratello e manda nunzi nelle città:
112.
che ti conducano tutti i maghi più esperti”.
113.
I maghi si presentarono a Faraone e dissero: “Davvero ci sarà un premio per
noi, se saremo i vincitori?”.
114.
Disse: “Sì, e inoltre sarete tra i favoriti”.
115.
Dissero: “O Mosè, getti tu o tocca a noi gettare?”.
116.
“Gettate pure”, rispose. Dopo che ebbero gettato, stregarono gli occhi della
gente, la spaventarono e realizzarono un grande incantesimo.
117.
Noi ispirammo a Mosè: “Getta la tua verga”. E quella inghiottì tutto
quello che avevano fabbricato.
118.
Così si affermò la verità e vanificò quello che avevano fatto.
119.
Furono sconfitti e sembravano umiliati.
120.
Allora i maghi si prosternarono.
121.
E dissero: “Crediamo nel Signore dei mondi,
122.
il Signore di Mosè e di Aronne”.
123.
“Vorreste credere prima che ve ne dia il permesso? - disse Faraone - Si tratta certo di una congiura, che avete ordito nella città, per scacciarne gli abitanti. Ebbene, presto saprete:
124.
vi farò tagliare mani e piedi alternati, quindi vi farò crocifiggere tutti.”
125.
Dissero: “In verità siamo pronti a tornare al nostro Signore;
126.
ti vendichi su di noi, solo perché abbiamo creduto ai segni del nostro Signore, quando essi ci sono giunti. O Signore, concedici la sopportazione e facci morire [a Te]
sottomessi”.
127.
I notabili, del popolo di Faraone, dissero: “Lascerai che Mosè e il suo popolo spargano corruzione sulla
terra, abbandonando te e i tuoi dèi?”. Disse: “Poiché abbiamo il dominio su di loro, uccideremo immediatamente i loro figli maschi e risparmieremo le
loro femmine”.
128.
Disse Mosè al suo popolo: “Chiedete aiuto ad Allah e sopportate con pazienza:
la terra è di Allah, ed Egli ne fa erede
colui che sceglie tra i Suoi servi. L'esito felice sarà per coloro che [Lo]
temono”.
129.
Dissero: “Siamo stati perseguitati prima che tu venissi e dopo che venisti a
noi”. Rispose: “Può darsi che presto il vostro Signore distrugga il nemico
e vi costituisca vicari sul paese, per poi
guardare quello che farete”.
130.
Colpimmo la gente di Faraone con anni di miseria e scarsità di frutti, affinché
riflettessero.
131.
Quando veniva loro un bene dicevano: “Questo ci spetta”; mentre se li
colpiva un male, vedevano in Mosè e in quelli che erano con lui, uccelli di malaugurio. Non dipendeva da Allah la loro sorte? Ma la maggior parte
di loro non sapeva.
132.
Dissero: “Qualunque segno addurrai per stregarci, noi non crederemo in te”.
133.
Mandammo contro di loro l'inondazione e le cavallette, le pulci, le rane e il
sangue, segni ben chiari. Ma furono orgogliosi e rimasero un popolo di perversi.
134.
Quando il castigo li toccava, dicevano: “O Mosè, invoca per noi il tuo
Signore, in forza del patto che ha fatto con
te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo
partire con te i Figli di Israele”.
135.
Allontanammo da loro il tormento, ma quando giunse il termine che dovevano
rispettare, ecco che mancarono al loro impegno.
136.
Allora Ci vendicammo di loro, li inghiottimmo nel mare, perché tacciavano di menzogna i Nostri segni, ed erano
indifferenti ad essi.
137.
E abbiamo fatto, del popolo che era oppresso, l'erede degli Orienti e degli
Occidenti della terra che abbiamo benedetta. Così, la bella promessa del tuo
Signore si realizzò sui Figli di Israele, compenso della loro pazienza. E
distruggemmo ciò che Faraone e il suo popolo avevano realizzato ed eretto.
138.
Facemmo traversare il mare ai Figli di Israele.
Incontrarono
un popolo che cercava rifugio presso i propri idoli. Dissero: “O Mosè, dacci
un dio simile ai loro dèi”. Disse: “In verità siete un popolo di
ignoranti”.
139.
Sì, il culto a cui si dedicano sarà distrutto e sarà reso vano il loro
operare.
140.
Disse: “Dovrei cercare per voi un altro dio, all'infuori di Allah, Colui Che vi ha preferito alle altre creature?”.
141.
E quando vi salvammo dalla famiglia di Faraone che vi infliggeva il peggiore dei
tormenti: uccideva i vostri figli e risparmiava le vostre femmine*; era questa
una dura prova, da parte del vostro Signore!
*[
Come già nel vers. 127, i maschi dei discendenti di Israele venivano uccisi e
le femmine tenute in schiavitù]
142.
E fissammo per Mosè un termine di trenta notti, che completammo con altre
dieci, affinché fosse raggiunto il termine di quaranta notti stabilito dal suo
Signore. E Mosè disse a suo fratello Aronne: “Sostituiscimi alla guida del
mio popolo, agisci bene e non seguire il sentiero dei corruttori”.
143.
E quando Mosè venne al Nostro luogo di convegno, e il suo Signore gli ebbe
parlato, disse: “O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi”.
Rispose: “No, tu non Mi vedrai, ma guarda il Monte; se rimane al suo posto, tu
Mi vedrai”. Non appena il suo Signore si manifestò sul Monte esso divenne
polvere e Mosè cadde folgorato. Quando ritornò in sé, disse: “Gloria a Te!
Io mi pento e sono il primo dei credenti”.
144.
Disse [Allah]:
“O Mosè, ti ho eletto al di sopra degli uomini per [affidarti] i Miei
messaggi e le Mie parole. Prendi ciò che ti do e sii riconoscente”.
145.
Scrivemmo per lui, sulle Tavole, un'esortazione su tutte le cose e la
spiegazione precisa di ogni cosa. “Prendile con fermezza e comanda al tuo
popolo di adeguarvisi al meglio. Presto vi mostrerò la dimora degli empi.
146.
Presto allontanerò dai segni Miei, coloro
che sono orgogliosi sulla terra. Quand'anche vedessero ogni segno non
crederanno; se vedessero la retta via, non la seguirebbero; se vedessero il
sentiero della perdizione, lo sceglierebbero come loro via. Ciò in quanto tacciano di menzogna i Nostri segni e sono
noncuranti di essi.
147.
Quanto a coloro che negano i Nostri segni e l'incontro dell'altra vita, le loro
opere sono vanificate.
Saranno
compensati per altro che di quello che avranno fatto?”
148.
E il popolo di Mosè, in sua assenza, si scelse per divinità un vitello fatto
con i loro gioielli, un corpo mugghiante. Non si accorsero che non parlava loro
e che non li guidava su nessuna via?
Lo
adottarono come divinità e furono ingiusti.
149.
Quando li si convinse di ciò e si accorsero che si erano traviati, dissero:
“Se il nostro Signore non ci usa misericordia e non ci perdona, saremo tra
coloro che si sono perduti”.
150.
Quando Mosè, adirato e contrito, ritornò presso il suo popolo, disse: “Che
infamità avete commesso in mia assenza! Volevate affrettare il decreto del
vostro Signore?”. Scagliò [in terra] le tavole e afferrò per la testa suo
fratello e lo trasse a sé: “O figlio di mia madre _ disse quello _ il popolo
ha preso il sopravvento su di me e c'è mancato poco che mi uccidessero. Non
permettere che i nemici si rallegrino [della mia sorte] e non annoverarmi tra
gli ingiusti”.
151.
E Mosè: “O Signore mio, perdona a me e a mio fratello e facci entrare nella
Tua misericordia, poiché Tu sei il più Misericordioso dei misericordiosi”.
152.
Coloro che si scelsero il vitello [come divinità] saranno ben presto
sopraffatti dalla collera del loro Signore e dalla vergogna, nella vita terrena. In tal modo ricompensiamo i mentitori.
153.
Quanto a coloro che hanno fatto il male e poi si sono pentiti e hanno creduto...
ebbene, il tuo Signore è perdonatore, misericordioso.
154.
Quando la collera di Mosè si acquietò, raccolse le tavole. In esse era scritta
la guida e la misericordia per coloro che temono il loro Signore.
155.
Mosè scelse settanta uomini del suo popolo, per il Nostro luogo di convegno. Dopo che li colse il cataclisma, disse: “O
Signore, se Tu avessi voluto, già li avresti distrutti in precedenza e me con
loro. Ci distruggerai per ciò che hanno commesso gli stolti della nostra gente?
Questa non è se non una prova da parte Tua, con la quale svii chi vuoi e guidi
chi vuoi. Tu sei il nostro Patrono, perdonaci e usaci misericordia. Tu sei il
migliore dei perdonatori.
156.
Annoveraci un bene in questa vita terrena e un bene nell'Altra vita. Ecco che,
pentiti, ritorniamo a Te”. E [Allah] disse: “Farò sì che il Mio castigo
colpisca chi voglio, ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa: la riserverò a
coloro che [Mi] temono e pagano la decima, a coloro che credono nei Nostri
segni,
157.
a coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano
chiaramente menzionato nella Torâh e nell'Ingil, colui che ordina le buone
consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose
buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che
li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e
seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno”.
158.
Di': “Uomini, io sono un Messaggero di Allah a voi tutti inviato da Colui al
Quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra. Non c'è altro dio
all'infuori di Lui. Dà la vita e dà la morte. Credete in Allah e nel Suo
Messaggero, il Profeta illetterato che crede in Allah e nelle Sue parole.
Seguitelo, affinché possiate essere sulla retta via”.
159.
E tra il popolo di Mosè c'è gente che si dirige con la verità e in base ad
essa agisce con giustizia.
160.
Li dividemmo in dodici tribù o nazioni. Quando il suo popolo gli chiese da
bere, ispirammo a Mosè: “Colpisci la roccia con la tua verga”. Sgorgarono
da essa dodici sorgenti e ogni tribù conobbe da dove avrebbe dovuto bere;
prestammo loro l'ombra di una nuvola, e facemmo scendere la manna e le quaglie:
“Mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto”. Non è a Noi che
fecero torto, fecero torto a loro stessi.
161.
E quando fu detto loro: “Abitate questa città e mangiate a vostro piacere, ma
dite: Perdono", ed entrate dalla porta prosternandovi; perdoneremo i vostri
peccati e, a coloro che fanno il bene, daremo ancora di più!”.
162.
Quelli di loro che erano ingiusti, sostituirono un'altra parola a quella che era
stata detta*. Allora inviammo contro di loro un castigo dal cielo, per il torto
che avevano commesso.
163.
Chiedi loro a proposito della città sul mare in cui veniva trasgredito il
sabato, [chiedi] dei pesci che salivano alla superficie nel giorno del sabato e
che invece non affioravano negli altri giorni! Così li mettemmo alla prova,
perché dimostrassero la loro empietà.
164.
E quando alcuni di loro dissero: “Perché ammonite un popolo che Allah
distruggerà o punirà con duro castigo?”. Risposero: “Per avere una scusa
di fronte al vostro Signore e affinché [Lo] temano!”.
165.
Quando poi dimenticarono quello che era stato loro ricordato, salvammo coloro
che proibivano il male e colpimmo con severo castigo coloro che erano stati
ingiusti e che perversamente agivano.
166.
Quando poi per orgoglio si ribellarono a ciò che era stato loro vietato,
dicemmo loro: “Siate scimmie reiette!”.
167.
E il tuo Signore annunciò che avrebbe inviato contro di loro qualcuno che li
avrebbe duramente castigati, fino al Giorno della Resurrezione!
In
verità il tuo Signore è sollecito nel castigo, ma è anche perdonatore, misericordioso.
168.
Li dividemmo sulla terra in comunità diverse. Tra loro ci sono genti del bene e
altre [che non lo sono]. Li mettemmo alla prova con prosperità e avversità,
affinché ritornassero [sulla retta via].
169.
Dopo di loro vennero altre generazioni che ereditarono la Scrittura. Sfruttarono
i beni del mondo terreno dicendo: “Presto saremo perdonati”. Se fossero
giunti altri beni terreni, ugualmente, se ne sarebbero appropriati! Non avevano accettato il patto della Scrittura, secondo
cui non avrebbero detto, su Allah, altro che la verità? Proprio loro che
avevano studiato ciò che essa contiene?
La
dimora ultima è la migliore per i timorati; ancora non lo capite?
170.
Quanto a coloro che si attengono saldamente al Libro ed eseguono l'orazione,
certamente non trascuriamo la ricompensa a quelli che si emendano.
171.
E quando elevammo il Monte sopra di loro, come fosse un baldacchino, e temevano
che sarebbe rovinato loro addosso, [dicemmo]: “Afferrate con forza ciò che vi
abbiamo dato e ricordatevi di quel che contiene. Forse sarete timorati”.
172.
E quando il Signore trasse, dai lombi dei figli di Adamo, tutti i loro
discendenti e li fece testimoniare contro loro stessi [disse]:
“Non
sono il vostro Signore?”. Risposero: “Sì, lo attestiamo”,
[Lo
facemmo] perché nel Giorno della Resurrezione non diciate:
“Veramente
eravamo incoscienti”;
173.
o diciate: “I nostri antenati erano associatori e noi siamo i loro
discendenti: vorresti annientarci per quello che facevano questi inventori di
nullità?”.
174.
Così spieghiamo i Nostri segni. Forse ritorneranno [a Noi].
175.
Racconta loro la storia di colui cui avevamo dato Nostri segni e che li trascurò.
Satana lo seguì e fu uno dei traviati.
176.
Se avessimo voluto, lo avremmo elevato grazie a questi segni; ma si aggrappò
alla terra e seguì le sue passioni. Fu come il cane che ansima se lo attacchi e
ansima se lo lasci stare. Ecco a chi è simile il popolo che taccia di menzogna
i Nostri segni. Racconta loro le storie, affinché riflettano!
177.
Che cattivo esempio, quello del popolo che taccia di menzogna i Nostri segni e
fa torto a se stesso.
178.
Colui che è guidato da Allah è ben guidato, chi da Lui è traviato si perde.
179.
In verità creammo molti dei dèmoni e molti degli uomini per l'Inferno: hanno
cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono
come bestiame, anzi ancor peggio.
Questi
sono gli incuranti.
180.
Ad Allah appartengono i nomi più belli: invocateLo con quelli e allontanatevi
da coloro che profanano i nomi Suoi: presto saranno compensati per quello che
hanno fatto.
181.
Tra le Nostre creature c'è una comunità che guida secondo verità e con essa
esercita la giustizia.
182.
Condurremo [alla rovina] coloro che tacciano di menzogna i Nostri segni e non
sapranno donde viene.
183.
Concederò loro una dilazione, ché il Mio piano è certo.
184.
Non hanno riflettuto? Non c'è un dèmone nel loro compagno: egli non è che un
nunzio chiarissimo.
185.
Non hanno considerato il Regno dei cieli e della terra, e tutto ciò che Allah
ha creato e che, forse, è vicino il termine loro? In quale altro messaggio crederanno, dopo di
ciò?
186.
Chi è traviato da Allah non avrà la guida. Egli lascia che procedano alla
cieca nella loro ribellione.
187.
Ti chiederanno dell'Ora: “Quando giungerà?”. Di': “La conoscenza di
questo appartiene al mio Signore. A suo tempo, non la paleserà altri che Lui. Sarà gravosa nei cieli e sulla terra, vi
coglierà all'improvviso”. Ti interrogano come se tu ne fossi avvertito. Di':
“La scienza di ciò appartiene ad Allah”. Ma la maggior parte degli uomini
non lo sa.
188.
Di': “Non dispongo, da parte mia, né di ciò che mi giova, né di ciò che mi nuoce, eccetto ciò che Allah vuole. Se conoscessi
l'invisibile possederei beni in abbondanza e nessun male mi toccherebbe. Non sono altro che un nunzio e un ammonitore per le genti che credono”.
189.
Egli è Colui Che vi ha creati da un solo individuo, e che da esso ha tratto la
sua sposa affinché riposasse presso di lei. Dopo che si unì a lei, ella fu
gravida di un peso leggero, con il quale camminava [senza pena]. Quando poi si
appesantì, entrambi invocarono il loro Signore Allah: “Se ci darai un
[figlio] probo, Ti saremo certamente riconoscenti”.
190.
Ma quando diede loro un [figlio] probo, essi attribuirono ad Allah associati in
ciò che Egli aveva loro donato*.
Ma
Allah è ben superiore a quello che Gli viene associato.
*[Dopo il loro primo peccato, Adamo ed Eva si
pentirono e non disobbedirono mai più e, pertanto dicono che il versetto si
riferisce ai pagani in generale e ai Coreisciti in particolare che chiamavano i
loro figli Abdallât, Abdul Uzza ecc.]
191.
Gli associano esseri che non creano nulla e che, anzi, sono essi stessi creati,
192.
e non possono esser loro d'aiuto e neppure esserlo a loro stessi.
193.
Se li invitate alla retta via, non vi seguiranno. Sia che li invitiate o che
tacciate, per voi è lo stesso.
194.
In verità coloro che invocate all'infuori di Allah, sono [Suoi] servi come voi.
Invocateli dunque e che vi rispondano, se siete sinceri!
195.
Hanno piedi per camminare, hanno mani per afferrare, hanno occhi per vedere,
hanno orecchie per sentire? Di': “Chiamate questi associati, tramate pure
contro di me e non datemi tregua:
196.
ché il mio Patrono è Allah, Colui Che ha fatto scendere il Libro, Egli è il
Protettore dei devoti.
197.
E coloro che invocate all'infuori di Lui, non sono in grado di aiutarvi e neppure di aiutare loro stessi”.
198.
Se li chiami alla retta via, non ti ascolteranno. Li vedi: rivolgono lo sguardo
verso di te, ma non vedono.
199.
Prendi quello che ti concedono di buon grado, ordina il bene e allontanati dagli
ignoranti.
200.
E se ti coglie una tentazione di Satana, rifugiati in Allah.
Egli
è Colui Che tutto ascolta e conosce!
201.
In verità coloro che temono [Allah], quando li coglie una tentazione, Lo
ricordano ed eccoli di nuovo lucidi.
202.
Ma i loro fratelli li sospingono ancor più nella aberrazione, senza che poi,
mai più, smettano.
203.
E quando non rechi loro qualche versetto, dicono: “Non l'hai ancora
scelto?”. Di': “In verità non seguo altro che quello che mi ha rivelato il
mio Signore”. Ecco [venirvi] dal vostro Signore un invito alla visione chiara:
una direzione, una misericordia per coloro che credono.
204.
Quando viene letto il Corano, prestate attenzione e state zitti, ché vi sia
fatta misericordia.
205.
Ricordati del tuo Signore nell'animo tuo, con umiltà e reverenziale timore, a
bassa voce, al mattino e alla sera e non essere tra i noncuranti.
.